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IL TERRARIO AD AMBIENTAZIONE TROPICALE

Per regioni tropicali, in questa sede, si intendono quelle comprese nella fascia equatoriale (tipiche delle foreste pluviali) caratterizzate da fotoperiodo costante, limitatissime escursioni termiche, sia circadiane che annuali, e piovosità ben distribuita durante tutto l’anno.

Il terrario della foresta pluviale viene anche denominato terrario umido o foresta tropicale e rappresenta probabilmente la forma di terrario più amata.

Si consideri dunque l’allestimento di un terrario ad ambiente caldo-umido destinato all’allevamento di specie igrofile (che necessitano di umidità), ma di una quantità d’acqua limitata. Un simile terrario può essere utilizzato sia per l’allevamento di anfibi (ad esempio dei generi Atelopus, Dendrobates, Epipedobates e Mantella), sia di rettili di modeste dimensioni, come sauri (Anolis, Corytophanes, Phelsuma, ecc.) o serpenti (Ahaetulla, Opheodrys, ecc.).

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. Può essere allestito conferendogli un effetto molto decorativo ricorrendo a numerosi rami e radici oltre che ad una fitta piantumazione. Sul posto è possibile rinunciare all’illuminazione naturale, in quanto le condizioni di luce diffusa nella foresta tropicale possono essere agevolmente imitate ricorrendo agli apparecchi d’illuminazione artificiali. La piantumazione serve, fra l’altro, anche a creare ombra. Il substrato riceve l’umidità atmosferica e deve perciò essere in grado di accumularla correttamente. Vengono inoltre utilizzati, a seconda delle specie, nebulizzatori di più grandi dimensioni o impianti di irrigazione. I terrari della foresta pluviale sono abitati da rettili, aracnidi ed anfibi di qualsiasi dimensione.

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Avendo a disposizione parecchio spazio, sarebbe possibile ricostruire in terrario un ambiente tale da soddisfare le esigenze di più specie. A tal fine ci si potrebbe avvalere di un vero e proprio acquario, collegato ad una zona emersa ben strutturata e piuttosto estesa, non solo ripariale; in tal caso mantelle e raganelle potrebbero convivere, andando ad occupare differenti “nicchie” dell’acquaterrario. Al contrario, in terrari di piccole dimensioni, per la zona acquatica principale si possono adottare due soluzioni: adoperare una vaschetta di plastica o di cristallo poco profonda, infossata nel substrato, opportunamente mimetizzata ed estraibile all’occorrenza, oppure sfruttare lo stesso fondo del terrario, inevitabilmente di tipo impermeabile. In questa seconda modalità l’acqua viene versata direttamente nell’acquaterrario. Una soluzione di questo tipo esige costante manutenzione in quanto le operazioni di pulizia e sostituzione dell’acqua non sono affatto agevoli ed è consigliabile solo per l’allevamento di piccoli anfibi che sporcano poco.1959927_10201787953338887_2783391471630646816_n544939_1486224051642486_1399631269338163211_n10393929_1665348387041621_7106187942288626855_n12107119_186510155015974_5555992086200378191_n