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GRANCHI TROPICALI D’ACQUA DOLCE

GRANCHI TROPICALI D’ACQUA DOLCE

I granchi tropicali d’acqua dolce e salmastra, si trovano abbastanza spesso nei negozi di acquariofilia, dove non mancano mai di suscitare la curiosità e l’interesse di neofiti ed esperti. Purtroppo, il più delle volte vengono acquistati per essere introdotti in acquario, una sistemazione del tutto inadatta per questi crostacei dalle abitudini anfibie, spesso nettamente più terricoli che acquatici, che richiedono piuttosto un acquaterrario, un paludario o un terrario umido. Vediamo come allestire un habitat adatto a questi curiosi e interessanti invertebrati.

I granchi d’acqua dolce e salmastra rappresentano una minoranza (sia pur consistente) nell’ambito dei Crostacei Decapodi del sottordine dei Brachiuri, che comprende in maggioranza forme marine diffuse nei mari e negli oceani di tutto il mondo, da pochi centimetri a migliaia di metri di profondità. Si ritiene che le forme d’acqua dolce si siano differenziate da quelle marine tra la fine dell’Era Secondaria e l’inizio del Terziario, circa 80 milioni di anni fa.

La superfamiglia Grapsoidea è senza dubbio la più interessante per l’acquariofilo o il terrariofilo. Essa comprende sia forme marine che d’acqua dolce o salmastra, diffuse lungo le coste atlantiche, indo-pacifiche e anche mediterranee. A questa famiglia venivano assegnate, fino ad un recente passato, anche molte specie tropicali d’acqua dolce e salmastra classificate nella sottofamiglia Sesarminae, oggi considerata da molti studiosi come una famiglia a sé (Sesarmidae). Ben 17 generi sono stati finora catalogati in questa famiglia, di questi però solo pochi interessano l’acquariofilo o, per meglio dire (viste le loro abitudini) il terrariofilo.

DIFFUSIONE

Sono diffusi come diverse specie in tutta l’Asia tropicale, in acque sia dolci che salmastre.

HABITAT

Il loro habitat preferito è costituito dai fossi e dai ruscelli che scorrono nelle foreste, sia costiere (quindi con sbocco diretto al mare) che interne. Si tratta di piccoli corsi d’acqua spesso sottoposti a drammatiche fluttuazioni di livello, dovute alle piogge torrenziali o, nel caso di quelli costieri, all’andamento delle maree che ne influenzano drasticamente anche la salinità. A tali fluttuazioni i nostri granchietti (il cui carapace raramente supera i 5-6 cm di lunghezza) si sono perfettamente adattati, spostandosi velocemente ben dritti sulle zampette robuste tra l’acqua e l’asciutto, in cerca del loro nutrimento costituito da vermi e altri piccoli invertebrati che vivono nel fango e nella sabbia, detrito vegetale e parti tenere di piante palustri, girini e, occasionalmente, avannotti e pesciolini.

COMPORTAMENTO IN NATURA

In natura fungono da efficienti “spazzini sanitari” divorando prontamente cadaveri di pesci e altri animali molto più grossi di loro, radunandosi in tal caso a banchettare in gruppi anche numerosi, nonostante siano abitualmente piuttosto territoriali e…scostanti nei confronti dei propri simili.

CLASSIFICAZIONE

La classificazione di questi granchi è molto controversa, come del resto dimostra la confusione che regna in letteratura e sui listini degli importatori.

 

La specie più comune in commercio, il popolare “granchio dalle chele rosse”, viene ad esempio usualmente considerata come appartenente al genere Sesarma; in passato era citata regolarmente come S. intermedium, nome poi sostituito da S. johorensis. In realtà, essa appartiene al gruppo dei cosiddetti “Vinegar crabs” (granchi dell’aceto) o “Tree-climbing crabs” (granchi arrampicatori degli alberi) del genere Episesarma, comuni nei mangrovieti e nei corsi d’acqua costieri di tutta l’Indocina, in particolare alla specie E. singaporense (Tweedie, 1936) che, a dispetto del nome, ha una vasta distribuzione nel Sud-Est asiatico e viene importata, oltre che da Singapore, anche da Bangkok.

Gli esemplari reperibili in commercio non superano in genere i 2-3 cm di lunghezza del carapace, taglia che può raddoppiare con l’età in seguito alle mute che si succedono regolarmente durante l’accrescimento.

Meno frequenti ma ugualmente offerte di tanto in tanto nei nostri negozi sono le congeneri E. versicolor (Tweedie, 1940) o granchio dell’aceto violetto e E. chengtongense (Serène & Soh, 1967) o granchio dell’aceto dalle chele rosa.

Le varie specie di Episesarma sono reperibili in una grande varietà di ambienti, spesso poco accessibili: dagli ombreggiati ruscelli delle foreste pluviali – dove trovano rifugio soprattutto tra le rocce ricoperte di muschi e nei tronchi abbattuti ricchi di anfratti – alle zone interne dei mangrovieti, dove si spostano con agilità tra il groviglio inestricabile di rami e radici scendendo sul fondo fangoso alla ricerca di cibo quando l’acqua si ritira. Viceversa, con il montare della marea essi preferiscono restare all’asciutto arrampicandosi con sicurezza sulle radici e sui tronchi delle mangrovie (da qui il loro secondo nome comune), accorgimento che permette loro di sfuggire ai grossi pesci predatori che vengono dal mare. Durante il giorno, però, restano poco al di sopra della superficie per sfuggire a loro volta ai mammiferi, ai rettili e agli uccelli predatori, entrando in piena attività e arrampicandosi fino a ben sei metri di altezza solo con il sopraggiungere del crepuscolo.

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Se il nome “granchi arrampicatori degli alberi” è dunque ben spiegato, di non immediata intuizione è quello che associa questi Crostacei all’aceto. La spiegazione in effetti non va ricercata nella particolare livrea o nel comportamento, essendo squisitamente…culinaria!

In Cina e a Singapore, infatti, Episesarma spp. sono una vera ghiottoneria e un ingrediente indispensabile del “Teochew porridge”, cucinati in salsa nera e, appunto, aceto; anche in Thailandia vengono consumati in abbondanza, di preferenza fritti o in salamoia.

Tornando ad argomenti più…naturalistici, un’interessante particolarità di Episesarma spp. è la presenza, in quasi tutte le specie, di numerosi tubercoli (fino a una cinquantina) sul margine dorsale di ogni chela, in grado di produrre curiosi e perfettamente udibili suoni previo sfregamento delle chele stesse, suoni probabilmente legati al territorialismo e alla riproduzione.

Purtroppo nei negozi questi granchi vengono tenuti quasi sempre in acquario e sono destinati,quando acquistati, a finire in un’analoga sistemazione, magari un’affollata vasca “mista” in compagnia di scalari, guppy e neon. A parte il pericolo che possono rappresentare per questi ultimi e per i pesci più piccoli in genere (le loro chele sono robuste e ben sviluppate!), è evidente che questa soluzione non è affatto accettabile, essendo del tutto in contrasto con la biologia dei nostri amici che, nella migliore delle ipotesi, cercheranno disperatamente di…evadere, sfruttando ogni minima apertura del coperchio. Meglio piuttosto un acquaterrario o un paludario, non necessariamente con porzione acquatica nettamente separata da quella asciutta.

Ideale è una vasca di almeno 80×40 cm di base (per un gruppo di 7-8 individui), con un fondo di sabbia quarzifera spesso un dito e un livello dell’acqua di 5-6 cm, sufficiente al funzionamento di un piccolo filtro rapido interno con cartuccia a spugna e carbone che, in così poca acqua, andrà inserito adagiandolo in posizione orizzontale, così come l’eventuale termo riscaldatore a basso voltaggio (la temperatura dovrebbe essere intorno ai 25°C, senza scendere in ogni caso sotto i 20°C). Un importante avvertimento: le spugne filtranti non devono mai essere messe a diretto contatto con i granchi, che le “brucherebbero” inevitabilmente distruggendole in poche ore, bensì protette all’interno di contenitori grigliati ben robusti!

Legni di savana o di torbiera e grosse cortecce di sughero emergenti dall’acqua costituiranno l’arredamento e saranno sempre ben frequentati dai granchi. L’acqua potrà essere completamente dolce o leggermente salmastra (un cucchiaino di sali marini per 5-10 l.), meglio se con pH neutro e durezza media (12-15°dGH).

La convivenza con le piante non è delle più felici: si consiglia di limitarla a specie palustri robuste e coltivate in vasetto (Dracaena, Syngonium, Acorus, Aglaonema, ecc.), mentre sui legni e nell’acqua si potrà tentare la coltivazione del versatile muschio di Giava (Vesicularia dubyana), purtroppo sempre a rischio “brucamento”; sono gradite – e in genere non vengono danneggiate – le piante galleggianti, in particolare le “lenticchie d’acqua” Pistia stratiotes e Salvinia. L’acquaterrario o il paludario dovranno essere ben chiusi onde sia per evitare possibili (e probabili) fughe sia per mantenere all’interno della vasca la giusta umidità.

Un neon a spettro equilibrato del massimo wattaggio consentito dalla teca sarà sufficiente a fornire una corretta illuminazione, mentre un’ulteriore ed eventuale fonte di riscaldamento dell’aria e delle parti emerse potrà essere costituita da un faretto spot ben isolato dall’umidità.

E i pesci?

Il basso livello dell’acqua e la presenza auspicabile di molte piante galleggianti rendono questo contenitore ottimale per specie di superficie agili e di buona taglia, di solito non attaccate dai granchi: Aplocheilus spp., Pachypanchax spp., Dermogenys pusillus, Nomorhamphus liemi, Toxotes spp., Devario spp., Chela laubuca, ecc.

Va evitata invece la coabitazione con chiocciole e altri invertebrati acquatici, ranocchie e tritoni.

ALIMENTAZIONE

Quanto alla dieta, non si tratta di granchi “erbivori”, bensì decisamente onnivori: mangiano un po’ di tutto – dagli spinaci bolliti ai vermi – e gradiscono in genere il mangime in compresse per pesci di fondo. Devono mangiare spesso, altrimenti scatta implacabile il cannibalismo a danno dei soggetti più piccoli e deboli, o di quelli in muta con carapace ancora “molle”.

 

Testo Il Mio Acquario Gennaio 2009

SPECIE ADATTE

Vampire Crab ,Granchio vampiro,Geosesarma

Nomi comuni : Carnival crabs [granchi carnevale], Panther crabs [granchi pantera]

I Granchi Vampiro devono il loro nome al loro aspetto spettrale, in quanto hanno gli occhi luminosi di colore giallo in netto contrasto con addomi viola o arancio.

Una specie non conosciuta fino a pochissimi anni or sono se non dagli abitanti delle zone d’origine che evidentemente la conoscono da generazioni e generazioni.

l mistero delle origini di due specie di strano aspetto di “granchi vampiri” è finalmente risolto. I granchi provengono dall’isola di Giava in Indonesia, secondo gli scienziati che hanno ufficialmente descritto le specie in un nuovo rapporto.

I commercianti di animali per l’acquario conoscevano le due specie di granchio da almeno un decennio che è un periodo davvero breve se si pensa che la maggioranza delle classificazioni per flora e fauna risale al 1700/1800. Peter Ng of National University of Singapore, professore di biologia presso l’Università Nazionale di Singapore e autore del rapporto ha detto che ha visto i granchi per la prima volta in acquari a Singapore, dove i crostacei sono stati venduti come animali domestici ed ha stabilito il tempo di almeno 10 anni della conoscenza di queste specie da parte dei commercianti.

 

Il problema per gli scienziati era che non essendo chiaro da  dove provenissero, era  difficile per i ricercatori, che descrivono le caratteristiche delle specie in natura, citarli realmente.

“Una specie per essere formalmente e correttamente descritta ed assegnarle il  nome, la sua provenienza deve essere conosciuta” ha detto Ng live Science. “Certo, è perfettamente legale citare la specie senza saperne la provenienza, ma sarebbe stata cattiva scienza ed irresponsabile.”

I rivenditori di Crabs hanno indicato, dando aiuto agli scienziati, una serie di possibili luoghi di origine dei granchi, da Java a Krakatoa, Borneo, Sulawesi e persino Nuova Guinea. Ma tutti quei siti erano da verificare, ha detto Ng.

Con una buona dose di lavoro investigativo, il coautore dello studio Christian Lukhaup, zoologo tedesco esperto di granchi, è risalito alle origini dei granchi dai rivenditori in Germania per tutto il tragitto da Java, ha detto Ng. Lukhaup ha convinto imprenditori e commercianti a connettersi con persone a Java che effettivamente raccolgono il granchio.

Le due nuove specie sono stati chiamati Geosesarma Dennerle e Geosesarma Hagen. Ci sono ora 53 specie del genere Geosesarma  noti alla scienza, ha detto Ng, che ha nominato 20 della specie. Ha detto che ha attualmente un altra mezza dozzina di specie Geosesarma, appena raccolte nel sud-est asiatico, sono nel suo laboratorio e queste specie devono ancora essere nominate e descritte.

Lo studio è stato pubblicato online 16 gennaio 2015 sulla rivista di Zoologia Bulletin Raffles .

Vampire Crab ,Granchio vampiro -Geosesarma Hagen

Vampire Crab ,Granchio vampiro -Geosesarma Hagen

Descrizione

Il vampire Crab è un piccolo granchio d’acqua dolce.

La maggior parte di questi granchi hanno gli occhi luminosi di colore arancione, ma alcuni granchi vampiri hanno gli occhi rossi.

Le femmine hanno un addome più ampio rispetto ai maschi.

Distribuzione ed habitat

Questi sono stati trovati lungo rivoli d’acqua in una piantagione di banane e gomma sul fianco di una piccola collina. Vivono nelle foreste e vicino ai fiumi.

Gli adulti Geosesarma Dennerle vivono tra le rocce, tra e sotto la vegetazione sulle pendici di una piccola valle.

Isola di Giava, in Indonesia, da Java a Krakatoa, Borneo, Sulawesi e persino Nuova Guinea. Ma tutti quei siti erano da verificare, ha detto Ng.

Il trio di ricercatori guidati da Peter Ng dell’Università Nazionale di Singapore ha stabilito che le due specie sono, infatti, native di Java centrale. I nuovi granchi sono stati trovati lungo colline e torrenti per circa 10 chilometri (6 miglia) e la squadra ha chiamato il viola Dennerle Geosesarma e quello arancione Geosesarma Hagen. Sono descritti nel attuale volume di Raffles Bulletin of Zoology.

Geosesarma Hagen - Vampire Crab ,Granchio vampiro

Geosesarma Hagen – Vampire Crab ,Granchio vampiro

Colorazione

Questi granchi sono eccezionalmente colorati ed appariscenti: hanno le chele rossastre-arancione brillante  ed occhi gialli allo stesso modo incandescenti. Il resto del corpo è marrone scuro principalmente, anche se il grado di arancio brillante sul dorso varia molto, con alcuni granchi possono essere quasi completamente arancione. Alcuni granchi vampiri hanno punti di colore più chiari sulle loro estremità posteriori.

Vampire crab, Geosesarma sp. – Foto © Chris Lukhaup (Crusta10.de)

Adulto di Geosesarma Dennerle oltre alle chele viola ben luminose, ha le zampe e sul fronte del guscio superiore un colore dal violetto al bruno-violaceo. La parte posteriore del carapace è crema, bianco-giallastro e gli occhi sono sempre di colore giallo brillante.

Incontrare le due piccole nuove specie di granchi vampiri” di Java, Indonesia è possibile vederne uno con splendidi artigli viola ed un’altro con splendide pinze arancio con occhi gialli intensi per entrambi che danno loro un aspetto vampiresco.

Vampire Crab Geosesarma Dennerle è di un profondo viola con una macchia cremosa sul dorso.

Vampire Crab Geosesarma  Hagen cattura l’attenzione con il suo guscio arancione e artigli.

Geosesarma Dennerle -Vampire Crab ,Granchio vampiro

Geosesarma Dennerle -Vampire Crab ,Granchio vampiro

Dimensioni

Gli adulti sono larghi circa 13/14 millimetri

Biologia

Anche se giovani tendono ad essere più vicini alla linea di galleggiamento, entrambi i granchi sono completamente terrestri, il che potrebbe spiegare i loro colori vivaci. Sulla terra la comunicazione visiva diventa molto più importante. C’è molta più forza marcata con il  colore e segnali visivi piuttosto che segnali chimici, usati in acqua.

I granchi Vampiro hanno la muta circa una volta all’anno. Il processo richiede diverse settimane e può verificarsi tutto in acqua.

I Vampire Crabs sono socievoli  e vanno d’accordo tra di loro. Non sono particolarmente attivi; tendono a trovare un posto dove vogliono stare e rimanere lì per lunghi periodi di tempo.

Geosesarma crabs mating

Alimentazione

I Granchi Vampire sono onnivori, ma non sono molto attivi nella loro ricerca di cibo;mangiano tutto ciò che è nelle loro vicinanze sia dentro che fuori dall’acqua.

 

Il carnivoro Geosesarma Hagen si nutre di insetti che vivono sul terreno nella fitta vegetazione ed anche di piccole lumache.

L’ adulto Geosesarma Dennerle  mangia cavallette, larve, e detriti vegetali.

Geosesarma-Dennerle-Vampire-Crab-Granchio-vampiroVampire Crab ,Granchio vampiro

Geosesarma-Dennerle-Vampire-Crab-Granchio-vampiroVampire Crab ,Granchio vampiro

Riproduzione – la crescita

 

Il granchio vampiro non ha bisogno di essere in acqua per riprodursi. La femmina porta molte grandi uova per diverse settimane. Quando le uova si schiudono, i piccoli  appaiono come adulti in miniatura; non vi è alcuna fase larvale.

Minaccia per la specie

I ricercatori ritengono che le due nuove specie potrebbero già essere sotto minaccia potenziale a causa della raccolta eccessiva per il commercio dell’acquario. Tutte le specie che vengono sfruttate troppo – che si tratti per cibo o come un animale domestico – possono essere minacciate. Tanto più per un piccolo granchio d’acqua dolce come questo.

Ulteriore problema è la potenziale perdita dell’habitat incontaminato necessario a questi granchi. Se il loro habitat diventa inquinato modificato dalle attività umane le popolazioni dei granchi possono crollare.

I vampiri vulnerabili

Il gruppo di studio ha avvertito che le due nuove specie di granchio vampiro sono probabilmente confinati ad un unico bacino che li rende particolarmente vulnerabili a causa dei raccoglitori.

“Per i raccoglitori locali è la loro vita”, ha detto il Dr. Christoph Schubart dell’università di Regensburg. “Hanno appena ottenuto quello che possono prendere ed esportare.”

Il co-autore ed acquariofilo professionale Christian Lukhaup di Waiblingen in Germania spera che in futuro l’allevamento commerciale aiuterà a salvaguardare le popolazioni selvatiche prima che siano spazzate via dalla mania per il granchio vampiro. Alcuni privati appassionati di allevamento di granchi, hanno detto che la maggior parte ancora vengono dall’Indonesia.
Con granchi vampiri e altre specie esotiche per l’acquario, a quanto pare non c’è pallottola d’argento per la salvezza.

Vampire Crab ,Granchio vampiro -Geosesarma Dennerle

Vampire Crab ,Granchio vampiro -Geosesarma Dennerle

ALLEVAMENTO

Acquario/Terrario/Paludario/Acquaterrario

 

Forniamo al lettore alcune informazioni per la cura granchio vampiro in acquario. Nel contempo non ci sentiamo dall’esimerci dal fare una raccomandazione:

E’ una specie, appena scoperta ed è già minacciata, molto bella per i suoi sgargianti colori. Proprio la sua appariscenza la mette in pericolo: troppe persone la comprano per l’hobby dell’acquario. Coltivare il proprio hobby con altri animali non in pericolo è la scelta consapevole! Noi che siamo per la protezione delle specie in genere, diciamo:

Non comprate il Vampire Crab

A parte l’attrattiva per i colori, nell’acquario non crea alcun movimento è una creatura sedentaria e non fornisce grandi soddisfazioni: tende a trovare un posto dove vuole stare e rimane lì per lunghi periodi di tempo.

Range di temperatura: 70-80 F.
PH: 7.5-8.5
Dieta: Omnivore
Habitat: Freshwater e terrestre
Durata: 2-3 anni

Sono relativamente nuovi, pochi anni per l’hobbistica degli acquari. I rivenditori che raccolgono nel Sud-Est asiatico e in altre parti del mondo, sanno che cosa i loro clienti cercano in termini di colori.

 

I granchi colorati dal genere Geosesarma sono stati venduti in Asia e in Europa ed esportati in tutto il mondo. I due più popolari di questi granchi vampiri sono quelli viola e quelli di colore arancione brillante, ma per la loro origine è stato un pò un mistero: i commercianti hanno affermato che essi provengono da Sulawesi, Java, Krakatau, o isole Riau in Indonesia.

Cura granchio vampiro

I granchi vampiri stanno bene in un acquario con abbondanza di rocce e pezzi di legno per salire e stare su. Creare un habitat con muschio (Java) dove le femmine possano scavare nel muschio quando devono avere i piccoli. Inoltre creare un substrato di sabbia. La temperatura dell’acqua deve rimanere costante nel tempo a 70 (F.), sono più attivi in acque più calde. Cinque o sei granchi vampiri si adattano tranquillamente in un acquario da almeno 10 galloni (circa 38 litri),  non sono aggressivi con gli altri granchi. Nella vasca si possono inserire gamberi e lumache grandi (le più piccole sono a rischio di essere mangiate). Anche se nuovo negli acquari, questi granchi sembrano essere resistenti e di facile manutenzione e sono socievoli.

Alimentazione

I granchi Vampire sono onnivori, ma non sono molto attivi nella loro ricerca di cibo;mangiano tutto ciò che è nelle loro vicinanze. Mangiano sia dentro che fuori dall’acqua, ed aiuta a mantenere l’acquario privo di materia organica. Oltre alla materia organica, i granchi vampiri non mangiano più nulla. Variare la dieta con piccoli grilli, gambero in salamoia e pezzi di lombrichi, oltre ad altre carni. Essi potrebbero mangiare la maggior parte di alghe secche, scaglie di pesce o pellet e legumi secchi o freschi.

Note

Geosesarma Dennerle: è stato chiamato dal nome della società tedesca Dennerle,dopo che ha sostenuto il lavoro.

Geosesarma  Hagen :  è stato chiamato dal nome della società C. Hagen Gruppo Rolf of Companies, una delle principali società di prodotti per animali in Germania,dopo che ha sostenuto il lavoro.

Nuove raccolte iniziano in aree in cui non possono essere fatte eventuali spedizioni, finora, dagli gli scienziati; improvvisamente sul mercato appaiono alcuni animali a cui nessuno ha mai dato un nome. Gli Indonesiani interessati non vogliono che altri raccoglitori che vadano lì. Infatti sono state create molte voci false sui luoghi nativi delle varie specie di granchi per confondere e sviare le ricerche di chiunque.

 

Studio co-autore Dr. Christoph Schubart dell’università di Regensburg Riportato da National Geographic

 

Geosesarma notophorum -Mandarin crab

Abbiamo parlato delle due specie Geosesarma scoperte, o meglio classificate, due mesi or sono, all’inizio del 2015. Abbiamo accennato che ci sono ora 53 specie del genere Geosesarma  noti alla scienza.

Qualche accenno e foto su uno di questi 53: il  Geosesarma notophorum questo particolare vampiro è stato visto la prima volta nel 1995 (Foto: reptiles4all / Shutterstock)

 Geosesarma notophorum -Mandarin crab-Vampire Crab ,Granchio vampiro

Geosesarma notophorum -Mandarin crab- Vampire Crab ,Granchio vampiro

Una nuova specie di granchio terrestre, Geosesarma notophorum (Grapsidae,Sesarminae), è descritto da Pulau Lingga, un’isola est di Sumatra, in Indonesia.Geosesarma notophorum appartiene al gruppo malayanum G., ma può essere distinto da altri rappresentanti del gruppo per avere occhi iridescenti verdi, forma del carapace, forma delle chele, struttura orbitale e la struttura del maschio delle zampe. Abitudine atipico femminile portare i giovani granchi sul retro.

 

Systematics: Domain: Eucaryota, kingdom: Animalia, subkingdom: Metazoa (multiple-celled animals), Eumetazoa (true tissue), grade: Bilateria, branch: Protostomia, infrakingdom: Ecdysozoa (molting animals), phylum: Arthropoda (jointed-leg invertebrates), subphylum: Crustacea, class: Malacostraca (higher crustaceans), superorder: Eucarida, order: Decapoda (ten-legged crayfish), suborder: Pleocyemata, infraorder: Reptantia, section: Brachyura (true crabs), superfamily: Grapsoidea, family: Sesarmidae (mangrove crabs), genus: Geosesarma, species: Geosesarma notophorum

Origin/range: Pulau Lingga, an island east of Sumatra (Indonesia)

Geosesarma notophorum -Mandarin crab- Vampire Crab ,Granchio vampiro

Geosesarma notophorum -Mandarin crab- Vampire Crab ,Granchio vampiro

Descrizione

Colorazione variabile – come con la maggior parte delle specie di granchio. In generale, il corpo è marrone chiaro al marrone con zone viola, in particolare l’estremità posteriore del carapace mostra una più o meno bluastro per allineare colore blu, a seconda della luce. La scanalatura a forma di C in mezzo è marrone come regola. La maggior parte di questi granchi hanno occhi verdi brillanti, quelli di alcuni esemplari, tuttavia, sono di colore giallo-verde, e alcuni individui hanno anche gli occhi gialli. Le chele sono di colore arancione luminoso a colori, le zampe sono più o meno marrone chiaro al rosso. I giovani sono beige a marrone e non hanno artigli d’arancioI loro occhi verdigialli sono di minore intensità nel coloreche è una buona mimetizzazione per il giovane fino a raggiungere la maturità sessuale (il che accade probabilmente quando sono cresciuti ad 1 cm di diametro del carapace).

Geosesarma notophorum -Mandarin crab- Vampire Crab ,Granchio vampiro -

Geosesarma notophorum -Mandarin crab- Vampire Crab ,Granchio vampiro –

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 Vampire Crab ,Granchio vampiro - Geosesarma notophorum -Mandarin crab

Vampire Crab ,Granchio vampiro – Geosesarma notophorum -Mandarin crab

Testo tratto da:

http://filmatidimare.altervista.org

https://youtu.be/bkdrSRoodiI