PALUDARIUM CRAB TANK – GEOSESARMA HAGEN, ESPERIENZE DI ALLEVAMENTO

Geosesarma hagen

A cura di Isacco Alberti

Geosesarma hagen è un piccolo granchio terrestre originario delle foreste collinari dell’isola di Giava, nel Sud-Est asiatico. A differenza degli altri generi di granchi adattati alla vita terrestre quello dei geosesarma è uno dei pochi ad essersi completamente emancipato dall’ambiente marino. Si tratta infatti di crostacei che non attraversano la fase larvale acquatica ma nascono dalle uova già completamente formati, indipendenti e in grado di avventurarsi fuori dall’acqua.
Come per tutti gli altri granchi e paguri terrestri la sopravvivenza nell’ambiente terrestre è determinata dalla loro capacità di trattenere l’acqua nella camera branchiale ed utilizzarla come mezzo per trasferire l’ossigeno atmosferico alle branchie. Per questo motivo necessitano sempre di una fonte d’acqua dolce a cui attingere per mantenersi umidi.
I geosesarma sono conosciuti come “vampire crabs” per i caratteristici occhi dai colori intensi e Geosesarma hagen viene spesso venduto con il nome di Geosesarma “Red Devil”. Gli esemplari disponibili dai commercianti sono quasi sempre di cattura in quanto quello dei geosesarma è un genere allevato da pochi anni e solo recentemente questa specie è stata studiata e catalogata. L’assegnazione del nome scientifico a Geosesarma hagen è paradossalmente avvenuta proprio in seguito alla sua apparizione sul mercato internazionale. Nonostante ciò questo genere di piccoli granchi è uno dei pochi di facile riproduzione in cattività e allevarlo è abbastanza semplice.

Caratteristiche

Geosesarma hagen misura circa 4 cm con le zampe, presenta una colorazione più o meno vivace in base all’età, al sesso e alla qualità dell’alimentazione con chele e parte superiore del carapace arancio/rosso vivo, occhi giallo chiaro o bianchi e zampe e parte inferiore del corpo nere.

Femmina con addome aperto. Si notino le chele piccole e la forma a cucchiaio dell’addome atto a contenere le uova

I sessi sono facilmente distinguibili dalla forma dell’addome ripiegato sotto il corpo che nei maschi è molto stretto mentre nelle femmine è ampio e permette di trattenere le uova durante lo sviluppo. I maschi adulti hanno in oltre le chele più grandi delle femmine in quanto le utilizzano durante il rituale d’accoppiamento e i combattimenti con gli altri maschi. In cattività la sua aspettativa di vita è di circa 2-3 anni e la maturità sessuale viene raggiunta a circa 8 mesi con una certa differenza
tra gli individui di una stessa figliata. Sono granchi veloci e abili arrampicatori, grazie alle
zampe relativamente lunghe, e dotati di un’ottima vista. Rispondono al pericolo fuggendo rapidamente al riparo al primo movimento sospetto.

Per via delle chele di dimensioni ridotte non sono in grado di recare danno alla pelle umana e
hanno bisogno di nutrirsi di cibo di piccole dimensioni.

Distinzione del sesso in Geosesarma hagen. In alto exuvia di una femmina con l’addome ampio, in basso il maschio dall’addome stretto con la sua tipica forma a V

Ambiente d’origine

Questi piccoli granchi terrestri sull’isola di Giava abitano le foreste umide e colonizzano in gran numero i torrenti collinari che offrono una fonte ‘acqua costante anche se spesso molto ridotta.
Vivono in comunità numerose con piccoli ed adulti spesso in aree piuttosto ristrette passando metà del tempo fuori dall’acqua e tra la vegetazione nutrendosi di detriti, vegetali, piccoli artropodi come collemboli, vermi e qualunque altra cosa commestibile e il resto immersi sott’acqua dove possono trovare altro cibo come alghe o crostacei più piccoli.

Scavano tane nel terreno e tra gli anfratti dove trovano riparo singolarmente e sono maggiormente attivi durante la notte. Gli adulti non si dimostrano aggressivi verso i piccoli e normalmente non li predano mentre i maschi adulti sono molto aggressivi verso gli altri maschi ingaggiando di continuo lotte precedute da un rituale di avvertimento caratterizzato dall’emissione di suoni prodotti vibrando ripetutamente una chela ad intervalli brevi. Se l’avversario non batte in ritirata uno dei due parte all’attacco e i combattimenti possono portare alla perdita di zampe e alle morte di uno dei due. Verso le femmine i maschi sono invece molto tolleranti ma non condividono mai lo stesso nascondiglio. Per questi motivi è necessario tenere un solo maschio con un harem di più femmine a meno che non si disponga di un terrario delle dimensioni adeguate ad una colonia.

Qui sotto un video in cui è possibile vedere l’habitat di Geosesarma hagen a Giava:

Parametri di allevamento

  • Temperatura: 20-30 °C
  • Umidità: >80%
  • Vasca: Acquaterrario o terrario umido con fonte d’acqua dolce
  • Dimensioni vasca: Minimo 30 x 20 cm per una coppia. Almeno 60 x 40 cm per un gruppo con più maschi.

Arredamento della vasca

Trattandosi di animali semiacquatici necessitano di una vasca che presenti un ampio spazio terrestre e una riserva d’acqua alla quale attingere per idratarsi ed immergersi. L’ampiezza della parte acquatica può essere inferiore ad un terzo del terrario ma dovrebbe avere una profondità maggiore di 4 cm per permettere ai granchi d’immergersi completamente ed eseguire le mute in acqua. Se si decide di utilizzare un contenitore dove mettere l’acqua bisogna essere certi che le pareti siano ruvide o vanno inseriti legni per assicurarsi che i piccoli riescano ad entrare e uscire facilmente. Non è strettamente necessario l’utilizzo di un sistema di areazione o filtraggio a patto di eseguire cambi parziali ogni tanto.

Come substrato per la parte emersa può essere usata torba, fibra di cocco e sabbia fine che deve rimanere sempre umido. Vanno inseriti pezzi di corteccia, pietre sovrapposte o altri ripari in grande quantità per permettere a tutti i granchi di avere un proprio nascondiglio. Muschi e sfagni sono molto ben accetti perché vengono mangiati e forniscono un nascondiglio per i nuovi nati. Anche muschi acquatici, primo fra tutti il muschio di Giava rappresenta un alimento e un elemento importante per la parte subacquea.
Dato che questi granchi sono agili arrampicatori è utile inserire legni e pareti rocciose.
Riguardo alle piante da inserire bisogna optare per quelle più adatte ai terrari umidi.
Un basso piattino per può essere utilizzato per somministrare il cibo agli adulti verificando anche in questo caso che i piccoli non rischino di rimanervi intrappolati in quanto morirebbero disidratati.

Un semplice terrario in vetro per l’allevamento di un piccolo gruppo di esemplari. La presenza di numerosi nascondigli è indispensabile per evitare lotte e fenomeni di cannibalismo

Alimentazione

I geosesarma sono principalmente detritivori e passano la maggior parte del tempo portando alla bocca i residui organici che trovano sul substrato umido. Cacciano anche piccoli invertebrati vivi che catturano con rapidi scatti di velocità. Per questo la dieta deve prevedere alimenti di origine animale e vegetale. Vanno sminuzzati finemente per poter essere raccolti dai granchi con le loro piccole chele e somministrati con parsimonia in quanto questi animali non mangiano tantissimo e appunto molta della loro dieta è costituita dal detrito organico. Come cibo vivo possono essere somministrati collemboli, microgrilli o piccole blatte e tarme della farina, lombrichi tagliati. Anche il mangime secco sbriciolato e il decongelato per pesci è una buona soluzione. In ogni caso accettano un po’ di tutto.

Non sembrano soffrire di carenze di calcio ma per scongiurare il rischio sarebbe opportuno inserire della sabbia calcarea o ossi di seppia nel terrario e somministrare altri crostacei come dafnie e artemie anche essiccati.

In alcuni casi alcuni individui non sviluppano colori particolarmente accesi e questo può essere dovuto alla carenza di carotenoidi nella dieta. Verdura e frutta fresche dovrebbero ovviare a questo problema, che comunque si verifica solo in alcuni individui e può risolversi durante la crescita.

Femmina adulta con colorazione spenta. L’esemplare in questione aveva precedentemente una colorazione normale, ma in seguito ad una muta e alla riproduzione ha perso i colori sgargianti. Il fenomeno potrebbe essere legato alla necessità di maggior mimetismo durante la fase d’incubazione delle uova. Altri maschi con colorazione simile sviluppano tardivamente i colori rossi e neri pur risultando già riproduttivi, il che fa pensare che il fenomeno non sia collegato alla riproduzione. Altri invece, alimentati con poca frutta e verdura non li sviluppano a fatto, facendo pensare piuttosto a possibili problemi di carenze alimentari legate alla mancanza di carotenoidi. Il fenomeno non sembra influire sulla fertilità e l’aspettativa di vita degli esemplari

Riproduzione

La riproduzione in cattività avviene con relativa facilità. Il maschio esegue un rituale vibrando le
chele per comunicare con la femmina, la immobilizza, e l’accoppiamento avviene con la femmina rovesciata sul dorso e il maschio sopra di lei con gli addomi aperti e a contatto.

Video di accoppiamento di Geosesarma hagen:

Le uova fecondate (alcune decine) si sviluppano in un’apposita cavità presente sotto il carapace della femmina trattenute attaccate all’addome da appositi arti modificati detti pleopodi. Fino alla nascita dei piccoli la madre si prende cura delle uova trasportandole sotto di lei e tenendole ben idratate immergendosi in acqua e bagnandole con le chele umide.
Alla nascita i piccoli sono adulti in miniatura che misurano poco più di due millimetri.
Rimangono attaccati sotto la madre per alcuni giorni per poi staccarsi a completo sviluppo. Gli adulti non manifestano comportamenti aggressivi nei loro confronti, per cui possono essere tenuti tranquillamente assieme ai genitori fino alla maturità sessuale.
Possono essere nutriti con mangime polverizzato e frutta grattuggiata. E vanno tenuti costantemente in ambiente molto umido in quanto si disidratano con estrema facilità. Da un colore spento uniforme i piccoli passano attraverso diverse mute ad un disegno bruno mimetico per poi sviluppare chele rosse ed in fine, la colorazione caratteristica degli adulti.

Femmina incinta con uova in fase avanzata di sviluppo. Sono ben visibili gli occhi dei piccoli all’interno. I pleopodi che si dipartono dai margini dell’addome abbracciano la massa di uova mantenendola protetta anche quando viene aperto

La mortalità delle uova e dei piccoli è alta, e spesso i nuovi nati si cannibalizzano a vicenda al comparire di differenze nel grado di sviluppo per cui può essere utile separare quelli più grandi.

Conclusioni

L’allevamento dei geosesarma risulta una pratica accessibile anche ai neofiti e con gli accorgimenti ideali questi animali si dimostrano ottimi per chi desideri allestire un terrario umido con piante tropicali. Il loro allevamento con altri animali porterebbe quasi certamente alla predazione di questi piccoli granchi e per ciò se ne consiglia l’allevamento in una vasca a loro dedicata. Si tratta di animali incredibilmente resistenti se paragonati agli altri crostacei acquatici, molto sensibili alle variazioni di temperatura e dei parametri chimici dell’acqua, e in questo unici nel loro genere. Se a questo aggiungiamo la loro propensione ad esporsi agli sguardi “indiscreti”, i loro colori sgargianti e il loro tasso elevato di riproduzione, possiamo capire come mai negli ultimi tempi stiano avendo sempre più successo tra i terraristi.

Tipica colorazione di esemplare adulto di Geosesarma hagen. In questo caso un maschio, con chele sovradimensionate rispetto le femmine

La speranza è che con un allevamento più accorto e un maggior interesse alla riproduzione da parte di chi se ne prende cura sia possibile contrastare il prelievo di esemplari in natura. La riproduzione in cattività è un mezzo per concentrare maggiormente il mondo scientifico sullo studio e la salvaguardia di queste nuove specie che, già prima della loro scoperta da parte degli studiosi, stanno andando in contro al rischio di un declino. Declino che al momento solo l’emissione sul mercato di esemplari allevati in cattività e a prezzi competitivi può contrastare.

Bibliografia

  • www.wikipedia.org
  • https://lkcnhm.nus.edu.sg/nus/images/data/raffles_bulletin_of_zoology/vol63/63rbz00
    3-013.pdf
  • Peter K. L. Ng , Christoph D. Schubart, Christian Lukhaup, New species of “vampire crabs” (Geosesarma De Man, 1892) from central Java, Indonesia, and the identity of Sesarma (Geosesarma) nodulifera De Man, 1892 (Crustacea, Brachyura, Thoracotremata, Sesarmidae), RAFFLES BULLETIN OF ZOOLOGY,2015
  • www.acquariofiliaconsapevole.it

Fonti immagini e video

  • www.filmatidimare.altervista.org
  • www.pinterest.se
  • www.youtube.com pagina di Chris Lukhaup
  • www.mellowvision.com

Si ringrazia Pierpaolo Zatta per le immagini e il contributo a questo progetto.

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