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Trichorhina tomentosa

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Trichorhina tomentosa è un isopode terrestre (onisco), in pratica fa parte della Classe dei Crostacei, di piccole dimensioni, 2-3 mm, ed ha un colore tendente al bianco.

Questo crostaceo è probabilmente originario della fascia tropicale del Sud America, ma è ormai ampiamente diffuso anche altrove: FaunaEur ne indica presenza certa, per l’Europa, in Belgio, Danimarca, Francia,Germania, Inghilterra, Olanda e Polonia.
A lungo si è ritenuto che questa specie si riproducesse solo per partenogenesi. Invero essa è la forma di riproduzione maggioritaria, ma recentemente sono stati trovati in natura degli esemplari maschi.

Questi Porcellini di terra tropicali, sono utilissimi all’ecologia del loro ecosistema… come anche i nostrani… infatti, appartengono alla categoria ecologica dei “decompositori”… per farla breve (visto che non è una scheda d’allevamento), senza questa categoria, un ecosistema collasserebbe, non potrebbe sussistere il passaggio di energia e la sua trasformazione in differenti forme.
Ecco uno schemino elementare…

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Come notiamo, senza la categoria dei decompositori, la materia “scartata” dai consumatori (tipo noi), non potrebbe ritornare in circolo nel sistema sottoforma di minerali, e macromolecole organiche… i produttori (piante e cianobatteri) quindi non avrebbero le materie prime per la costruzione di loro stesse… senza crescita vegetazionale, niente produzione di O2; atmosfera carica di CO2… gli erbivori morirebbero… etc…
In pratica è l’unico “anello” che compie il compito di mineralizzare la sostanza organica!
I decompositori sono un anello (forse L’Anello) fondamentale degli ecosistemi, poichè permettono alle “scorie” di ridiventare roba utile subito utilizzabile… quindi il loro compito non è quello di semplici spazzini… ma è molto di più.

Ecco, questo è solo un esempio di quello che questo onisco (incluso nella categoria suddetta) è in grado di svolgere.

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Essendo un isopode tropicale predilige ambienti umidi con temperature non inferiori ai 20° e non superiori ai 30°.

Viene utilizzato come spazzino per rimuovere residui di cibo, rifiuti organici e muffe negli allevamenti di artropodi (o altri animali) con substrato umido.
Alcuni allevatori stranieri di fasmidi lo utilizzano per evitare la formazione di muffe all’interno delle incubatrici, anche se pare possa talvolta divorare del tutto o in parte l’operculum (senza però danno per le uova, a quanto pare).
Viene inoltre utilizzato dagli allevatori di Dendrobatidae come cibo vivo per questi piccoli, esigentissimi anfibi.

Questo piccolo artropode, limita considerevolmente il proliferare di muffe ed acari nei substrati ad elevata umidità, svolgendo un’attività realmente utile ed efficace nei terrari che richiedono tali substrati.

Sono organismi spazzini, infatti vengono molto utilizzati nei terrari biotopi con substrato umido, infatti questi piccoli onischi si cibano di feci, frutta marcia o in decomposizione, muffe. Gradiscono molto inoltre mangimi secchi usati in acquariofilia o comunque anche scarti secchi di alimenti.

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Allevamento

Per noi allevatori è una manna vera e propria!
E’ il toccasana di tutti i terrari tropicali umidi… infatti, proprio per la sua azione di spazzino… quindi onnivoro, è in grado di ingurgitare e digerire qualsiasi residuo organico scartato dagli inquilini stessi (ragni, gasteropodi…), perfino gli escrementi, i resti di pasti, legno, foglie morte, terra, altri individui morti, e muffe… così facendo non solo ti elimina senza problema le fastidiosissime muffe che altrimenti, tenderebbero a crearsi, ma fungendo da competitori alimentari agli acari, ne evitano la loro proliferazione.
Inoltre, cosa che svolgono anche in natura, rendono il terreno ben areato, con il loro incalzare da talpe, costruiscono svariati mini cunicoli nella torba umida… (infatti è li che abitano, avendo branchie e non polmoni, devono aver intorno un buon gradiente di umidità)..
Last but not least… i loro escrementi sono paragonabili praticamente al miglior humus in commercio!!

Insomma, un esserino piccino, bruttino… ma utilissimo all’ambiente…ed ai terrariofili!

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Allestimento fauna-box:
Nonostante sia possibile allevare direttamente questi crostacei nei terrari delle specie con substrato umido, il mio consiglio è di dedicare ad essi un intero fauna-box per averne sempre a disposizione.

L’allestimento non è per nulla problematico: basta infatti riempire il fauna-box fino a qualche centimetro dall’orlo, appoggiando poi qualche corteccia in superficie, che ho notato essere talvolta apprezzata da questi isopodi come rifugio.

Allevare questi isopodi è quindi veramente semplice, basta disporre appunto di un contenitore (le dimensioni sono relative, dipende quanto volete diventi grande la colonia) opaco o scuro visto che sono organismi che rifuggono la luce, dove inserire 5-6 cm di substrato umido come ad esempio la torba di sfagno o il terriccio universale, introdurre qualche pezzo di frutta secca o andata a male ed infine introdurre i piccoli onischi nel contenitore e alle giuste temperature. In poco tempo si avrà una colonia attiva e funzionale, essendo estremamente veloci nel riprodursi e assai prolifici.

Dal contenitore di allevamento si preleveranno poi gli esemplari da inserire nei vari terrari.

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Umidità e temperatura:
L’umidità dev’essere elevata, e anche il substrato deve essere ben umido, seppur non fradicio. Le nebulizzazioni devono quindi essere frequenti e abbondanti, ma nei limiti di quanto detto.

Per quanto riguarda la temperatura, ho osservato che si riproducono velocemente mantenendola attorno ai 25°C.

Per mantenere costante umidità e temperatura, io utilizzo un piccolo espediente: copro tutto il fauna-box con della normale pellicola da cucina, che apro un paio di volte al giorno per far circolare l’aria. In alternativa si potrebbe coprirlo tutto tranne una piccola parte, in modo che l’aria circoli senza bisogno di aprirlo. In questo modo, oltre a mantenere più a lungo l’umidità, il calore sviluppato dai microrganismi presenti nel substrato si disperde molto meno di quanto accadrebbe con il fauna-box aperto. In questo modo anche se in casa vi sono temperature (ad esempio attorno ai 20°C) più basse dell’optimum, all’interno del faunabox sarà comunque più alta. Non sono quindi necessari, se allevati in casa ad una temperatura media attorno ai 20°C, tappetini riscaldanti o simili.

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Alimentazione:
Anche l’alimentazione non è per nulla problematica, possono essere inseriti nel terrario avanzi di frutta o verdura. Io ho notato però che apprezzano moltissimo le foglie secche di quercia, che consumano assai velocemente, ne miscelo quindi sempre abbondanti quantità al substrato, ed integro talvolta con scarti di cetriolo (molto apprezzati). In base a ciò di cui disponete fate degli esperimenti e noterete cosa viene maggiormente gradito.

Una sola raccomandazione: il substrato deve sempre essere tenuto umido e caldo.

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Una risposta a “Trichorhina tomentosa”

  1. Veramente un ottima e utile descrizione dove viene riportato giusto l’essenziale senza dilungarsi troppo nel disvorso.

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