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Tribolonotus gracilis

Tribolonotus gracilis

De Rooij, 1909

Il T. gracilis, chiamato anche scinco coccodrillo o Red Eyed Crocodile (Scinco dagli occhi arancioni), è una specie dalla gestione abbastanza semplice, ma purtroppo sono molto schivi e questo li rende poco apprezzabili in terrario; se abituati e soprattutto se non ci percepiranno più come una minaccia inizieranno a farsi vedere e a passare più tempo fuori dalle tane.

CLASSIFICAZIONE

Ordine: Squamata
Famiglia: Scincidae
Genere: Tribolonotus
Specie: T. gracilis

DISTRIBUZIONE

Lo scinco coccodrillo (altri nomi:New Guinea Crocodile Skink, the Red or Orange Eyed Crocodile Skink, Painted or Bush Crocodile, Helmeted Skink and Muddy Eyed Crocodile Skink), è diffuso in Irian Jaya, Nuova Guinea, Isole Salomone, Nuova Caledonia.

E’ endemico però della Papua Nuova Guinea, precisamente delle Admiralty Islands.

HABITAT

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Il clima di queste zone è di tipo equatoriale e la morfologia variegata del territorio fa sì che all’interno dello stesso si registrino anche diverse temperature a seconda dell’altitudine alla quale ci si trova, in queste zone potremo trovare quindi una fitta vegetazione nell’entroterra spesso a carattere montuoso, talvolta palustre, ed attraversato da numerosi corsi d’acqua.

Vive in foreste tropicali con alto tasso di umidità e precipitazioni in substrati di gusci di noci di cocco e tronchi caduti. Si rinviene nel sottobosco su terreno umido e vicino a raccolte d’acqua.

COMPORTAMENTO IN NATURA

E’ un animale crepuscolare-notturno e di abitudine fossoria, ama scavare gallerie nel terreno umido e fresco delle foreste d’altitudine.

Sono ottimi nuotatori ed abili arrampicatori, ma trascorrono buona parte del tempo nel sottobosco dove amano infossarsi e scavare tane soprattutto nei pressi di corsi d’acqua.
Ha abitudini crepuscolari ma capita di vederli anche di giorno.  

Generalmente non è aggressivo e come meccanismi di difesa, oltre a spalancare la bocca emettendo suoni, può perdere la coda (autotomia) o fingersi morto (tanatosi) ma più frequentemente tenta la fuga.
Infine possiede delle caratteristiche quasi uniche nel mondo dei rettili,  un certo grado di vocalizzazione e le cure parentali principalmente nei confronti dell’uovo ma anche della prole svolte dalla femmina.

Si nutrono di lombrichi, limacce, grilli, onischi e altri insetti che trovano nel terreno.

DESCRIZIONE

Si contraddistingue per la presenza di un anello arancione attorno agli occhi, il suo aspetto ricorda quello di un coccodrillo infatti dalla testa fino alla coda è percorso da 4 file di “spine”. Le dimensioni sono piccole, fino a massimo 20 cm per i maschi poco più piccole le femmine.

Il dimorfismo sessuale non è molto evidente.. si sa solo che il maschio, a pari età, è sensibilmente più grande della femmina… in genere misura dai 15 ai 20 cm, per 50 gr. di peso.

Ha un colore marrone scuro/nero sul dorso e bianco sporco sul ventre ma ciò che li distingue è  la peculiare colorazione arancio attorno all’occhio.
Sono ricoperti di squame sporgenti che servono come difesa.

Alla maturità sessuale, intorno al terzo o quarto anno di età, le femmine raggiungono un peso di circa 35g mentre i maschi fino a 45g. I maschi, oltre ad avere un testa più grande della femmina, presentano dei cuscinetti alla base delle dita delle zampe posteriori e squame allargate alla base della coda, assenti nelle femmine.

DIMORFISMO SESSUALE

Sessare questi animali non è un’operazione facile poiché alcuni esemplari possono presentare tali caratteristiche più o meno marcatamente a prescindere dal sesso.
Per alcuni esemplari adulti, è possibile distinguere il sesso già a colpo d’occhio; il maschio risulta infatti più massiccio e con la testa più grande, mentre la femmina è più esile e con il capo più piccolo. altro modo per riconoscere un maschio sono: i calli nuziali, che sono cuscinetti sotto il terzo e il quarto dito degli arti posteriori e le squame vertebrali, che sono 2 file di 3 o 4 squame ventrali più grosse e sporgenti, poco sopra alla cloaca.

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TERRARIO

I T.gracilis sono animali dinamici e necessitano quindi di un ambiente il più possibile ampio.

Il terrario per una coppia (più di due esemplari comporta aggressività tra maschi) deve avere le dimensioni di almeno 80×50 cm e possibilmente sviluppato anche in altezza con terrazzamenti, tronchi, cortecce e piante vere (tipo pothos) per creare molti nascondigli sotto cui scavano la tana. Il substrato deve essere composto da uno stato di 8-10 cm di fibra di cocco con piante vere per mantenere alta l’umidità ambientale.

Il terrario dovrà essere in vetro visto l’alto tasso di umidità che avremo all’interno, bisogna inoltre garantire una buon ricambio d’aria.

Possono essere allevati singolarmente o in coppie composte da un maschio e una femmina, mai 2 maschi o 2 femmine a causa dei comportamenti aggressivi riscontrati in entrambi i casi verso individui dello stesso sesso.

Nei luoghi di origine l’umidità varia tra il 70% e 80% per tutto l’anno per cui è opportuno nebulizzare il terrario almeno due volte al giorno. Un terzo del terrario deve essere occupata dalla parte acquatica non molto profonda per permettere agli scinchi di entrare ed uscire agevolmente. L’acqua va cambiata di frequente perché sono soliti defecare in acqua. Le temperature diurne ideali sono tra i 25° e i 27°C,di notte non più bassa di 20°C. Soffrono le alte temperature soprattutto se per periodi prolungati e oltre i 30°C. Per il riscaldamento si può utilizzare un piccolo spot non puntato al suolo perché il substrato deve restare sempre “fresco”. Per lo stesso motivo se si utilizza il tappetino riscaldante va posto su un lato del terrario e non sul fondo. Per favorire l’assimilazione della vitamina D3 è indispensabile l’utilizzo di un neon ad emissione di raggi ultravioletti almeno al 5%.

Il substrato dovrà essere composto da torba, foglie morte e qualche corteccia di sughero, dovrà essere umido ma non fradicio! e spesso una ventina di cm.

Le temperature dovranno essere comprese tra i 23 e i 28 gradi di giorno e tra i 17 e i 20° di notte.
umidità 80-85%

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Nonostante siano ottimi nuotatori nel terrario è tuttavia preferibile privilegiare la parte terrestre.
Il substrato deve essere composto da uno stato di 5/7 cm di fibra di cocco, questo perché i T. gracilis sono soliti scavare le proprie tane nel sottosuolo e occupare anfratti nelle pareti rocciose o tra i tronchi.
Le operazioni di scavo avvengono sempre in corrispondenza di radici, rocce e tronchi; è molto importante quindi fornire il maggior numero possibile di ambienti di questo tipo con piante, cortecce di sughero,
​Nei luoghi di origine l’umidità varia tra il 70% e 80% per tutto l’anno per cui è opportuno nebulizzare il terrario almeno due volte al giorno e per mantenere questi livelli di umidità le piante vere saranno indispensabili.
Le temperature diurne ideali sono tra i 25° e i 27°C,di notte non più bassa di 20°C. 

Depone in genere 1-2 uova nel substrato e l’incubazione in media dura 60 giorni..
Tribolonotus gracilis pratica cure parentali e la femmina cura il luogo di deposizione.
una volta nati i baby (circa 2-3 cm) possono rifugiarsi sul dorso della madre che li proteggerà dai pericoli.. i maschi sono meno “presenti” nelle cure parentali ma non manifestano nessun atteggiamento ostile o predatorio verso i piccoli
la maturità sessuale viene raggiunta al 3°-5° anno di età
la reperibilità è scarsa.. e gli esemplari purtroppo sono quasi tutti wc.. qualche allevatore esiste ma come al solito sono esteri… se si decide di allevarli bisogna stare attentissimi alle temperature elevate.. molto dannose per questa specie!

Sono sauri molto timidi e prettamente crepuscolari/notturni. 

Si tratta di un rettile notturno/crepuscolare molto timido capace di vocalizzare se manipolato. Passa gran parte della giornata rintanato sotto tronchi o cortecce. Vanno disturbati il meno possibile.

Esemplari di cattura (molto parassitati necessitano di tempestivi controlli veterinari) sono più schivi e delicati rispetto a quelli nati in cattività.

Specie non proprio adatta ai neofiti.

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ALIMENTAZIONE

Insettivori, gli adulti vanno alimentati due o tre volte a settimana con: tarme della farina, grilli, blatte, limacce, chiocciole e lombrichi. Importante utilizzare un integratore di calcio e vitamina D3. Esemplari baby vanno alimentati con frequenza quasi giornaliera.

La dieta dei T. gracili è insettivora e la frequenza dei pasti è dettata dal loro appetito.
Mangiano camole del miele, tarme della farina, caimani, grilli, piccole limacce e lombrichi e alcuni gradiscono anche le blatte.
Grilli e lombrichi possono essere lasciati liberi nel terrario, mentre tarme e caimani è preferibile porli in una ciotola dalla quale non possano uscire in quanto potrebbero danneggiare la vegetazione nel terrario.
Molto importante è integrare la dieta con calcio in polvere da cospargere sugli insetti e un paio di volte a settimane bisognerà usare calcio con vitamina D3.

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Lombrichi
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Tarme della farina
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Camole del miele
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Grilli (Acheta domestica)
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Limacce

Temperatura ed illuminazione

Essendo animali con abitudini semi fossorie l’utilizzo di lampade riscaldanti è inutile, sarà invece opportuno
scaldare la parte bassa del terrario con un tappetino riescaldante.
Per l’illuminazione sono indicate lampade al neon o a led.
Le 10 ore di luce devono rimanere invariate tutto l’anno, possibilmente ricreando una fase crepuscolare e preferibilmente non utilizzando fonti luminose troppo intense poiché T.gracilis predilige muoversi nella penombra. Nelle zone d’origine le radiazioni solari vengono schermate prima dalle frequenti formazioni nuvolose e poi dalla fitta vegetazione, raggiungendo in minima parte il suolo, di conseguenza le lampade UVB non sono necessarie. 

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RIPRODUZIONE

Si consiglia di tentare la riproduzione al terzo-quarto anno di età al raggiungimento di almeno 35g di peso. Sono rettili ovipari ma al contrario del 95% degli scinchi che depongono da tre a sei uova per volta, la femmina di Tribolonotus gracilis depone un uovo per volta questo perché nonostante abbiano due ovaie, hanno un solo ovidotto funzionale (quello destro). Dopo la deposizione del primo uovo, infatti, l’ovaia sinistra migra attraverso una cavità corporea verso destra per poter ovulare. Di solito il secondo uovo viene deposto pochi giorni prima o dopo la schiusa del primo. Nonostante siano rettili che effettuano cure parentali dell’uovo, è preferibile incubare le uova a temperature comprese tra i 22° e i 27°C su vermiculite umida e umidità intorno al 90%. Temperature superiori possono essere fatali per l’embrione. Le temperature di incubazione non determinano il sesso dei nascituri.

Gli accoppiamenti si concentrano durante la stagione delle piogge mentre le deposizioni possono avvenire tutto l’anno fino ad un numero massimo di 6.
La femmina depone un solo uovo alla volta, coprendolo con della terra e rimanendo sempre nelle vicinanze per difenderlo.
A questo punto si può lasciare l’uovo con la madre o incubarlo separatamente; è sempre preferibile una separazione preventiva ma molte volte le uova vengono deposte in punti nascosti e quindi si schiuderanno in modo naturale.
Le uova possono schiudere tra i 22° e i 30°C, ma l’intervallo ideale per un corretto sviluppo è tra i 24° e i 27° C.
Per l’incubazione si possono utilizzare vermiculite, sfagno, fibra di cocco o torba, prestando attenzione che rimangano sempre umidi.
Temperature superiori ai 30°C o substrato troppo asciutto possono compromettere seriamente la schiusa che avviene in circa 60 – 90 giorni.

I BABY

I baby sono lunghi più o meno 5 centimetri compresa la coda, hanno il corpo marrone scuro/nero e la testa color bianco sporco, una striscia dorsale che scorre centralmente da capo a coda di colore marroncino chiaro.
I piccoli vanno stabulati esattamente come gli adulti.
Per una crescita corretta è importante mantenere il substrato sempre umido, non far mancare mai acqua e cibo, e integrare con calcio e D3;
La crescita, più lenta rispetto ad altri sauri, è caratterizzata da ontogenesi, ovvero da modificazioni dell’aspetto:
gradualmente svanisce la striscia dorsale, il capo si scurisce e le orbite oculari si colorano d’arancio.
La colorazione tipica della specie viene assunta durante il secondo anno di vita una volta raggiunta l’età adulta.

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C.I.T.E.S.:

No