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Ranitomeya ventrimaculata (Dendrobates ventrimaculatus)

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RANITOMEYA VENTRIMACULATA
(DENDROBATES VENTRIMACULATUS)
(Shreve, 1935)

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA

Regno: Animalia

Phylum: Chordata

Classe: Anfibi

Ordine: Anura

Famiglia: Dendrobatidae

Genere: Ranitomeya

Specie: R. ventrimaculata

Nome binominale

Ranitomeya ventrimaculata
Shreve 1935
Sinonimi

Dendrobates ventrimaculatus
Recenti revisioni tassonomiche li ridefinisce a Ranitomeya ventrimaculata, e possibilmente Ranitomeya amazonica.

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ETIMOLOGIA
Il nome di questa specie deriva dal latino Venter (ventre) e Macula (macchia) e si riferisce alla particolare colorazione ventrale.

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PROVENIENZA
La distribuzione geografica di Dendrobates ventrimaculatus è molto vasta: occupa il bacino amazzonico compreso tra Perù, Brasile, Colombia ed Ecuador. Vi sono zone popolate anche in Guyana francese e nel nord-est del Brasile. L’olotipo è originario dalla zona di Sarayacu nella provincia di Pastaza (Equador).
Tuttavia le aree reali di distribuzione accertate sembrano essere due, una prima comprendente il bacino superiore del rio delle Amazzoni (comprendente Perù, Equador, Colombia e Brasile), ed uno più ristretto nella Guyana, Guyana Francese e Suriname.

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In natura si trovano nelle foreste umide sia di pianura che submontana in prossimità di corsi d’acqua, rinvenibili sia al suolo che, più facilmente, nella volta arborea in vicinanze di piante epifite dove è buona la presenza di siti contenenti raccolte d’acqua, come Bromeliacee, Heliconie, bamboo o altro.
Le temperature in natura variano a seconda che si tratti delle popolazioni del “Perù” (sopra i 150 m.s.l.m.) o di quelle della “Guyana” (intorno 10 m.s.l.m.).
Le prime sono caratterizzate da temperature pressoché costanti (25°C) durante tutto l’arco dell’anno, con cali notturni di 3-4 °C. Le precipitazioni sono anch’esse costanti (media mensile di 300 mm).
L’area della Guyana invece è caratterizzata da temperature sensibilmente più fresche, anche se di qualche decimo di grado nella media mensile, e da precipitazioni decisamente maggiori, ma di carattere stagionale.

E’ evidenziabile infatti un picco nei mesi di aprile e maggio con precipitazioni che raggiungono i 600 mm mensili, ed un periodo più siccitoso attorno al mese di settembre, con 80 mm mensili.

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DESCRIZIONE
In passato molto spesso ogni specie di dimensioni piccole con una serie di puntini veniva classificata come ventrimaculatus.
Ranitomeya ventrimaculata è specie di piccola taglia, raggiunge infatti i 18-22 mm, con maschio leggermente più piccolo e snello della femmina.
La loro colorazione è variabile a seconda della locality.
La colorazione classica di Dendrobates ventrimaculatus è divisa tra nero e giallo sul dorso con sottili bandature verticali, azzurro metallico con puntini neri sulle zampe anteriori e posteriori, mentre la zona ventrale è per metà gialla e per metà blu, intercalata da macchie nere (da qui il nome “ventrimaculatus”).
Il disegno è incostante, andando da esemplari decisamente scuri e con bande regolari, ad esemplari con bande larghe e irregolari, a volte tendenti allo spot (simile a Ranitomeya variabilis).
Una tra le sottospecie più belle è Dendrobates ventrimaculatus amazonicus, dove il giallo del dorso è sostituito da una tonalità di rosso aranciato.

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BIOLOGIA
L’osservazione di maschi durante il periodo delle riproduzioni ha permesso la registrazione di canti composti da note irregolari di 330-2031 ms, con pulsazioni che vanno da 30 a 130 impulsi al secondo. Le note hanno una frequenza compressa nell’intervallo di 2500-8500 Hz, ma con una dominanza nell’intervallo 5000-5500 Hz. I girini vengono rilasciati dai maschi singolarmente in piccole raccolte d’acqua dove la femmina spesso depone uova sterili di cui si nutrono, ma questo sembra non essere vincolante al corretto sviluppo del girino stesso.
I girini di questa specie sono cannibali, tanto da mangiare qualsiasi altro uovo o larva che venga depositata nella raccolta d’acqua in cui si trovano, anche di altre specie di anuri.

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In natura sono stati ritrovati in svariate situazioni che vanno da pochi millimetri di acqua all’interno di foglie di Bromeliacee, a piccole raccolte d’acqua in legni marcescenti (contenenti fino a 0,3 L di acqua) e perfino in bamboo squarciati dove all’interno si sia raccolta dell’acqua.
I maschi sono territoriali, si dimostrano infatti particolarmente aggressivi qual’ora più maschi si trovino a confronto, le schermaglie avvengono generalmente a livello sonoro, arrivando al massimo a brevi incontri di lotta, che non portano mai a danni fisici ma solo all’allontanamento dell’individuo più debole o giovane. Le femmine invece non mostrano ne territorialità ne comportamenti aggressivi.

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TOSSICITA’
R. ventrimaculata secerne veleno attraverso le ghiandole della pelle che la proteggono da funghi e batteri e dai predatori, che sono anche avvertiti di stare alla larga dalla loro colorazione aposematica. E ‘quindi spesso inclusa tra le rane dardo-veleno, anche se la sua tossina è relativamente debole. R. ventrimaculatus produce veleno per ingestione di una specie di acari.

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ALLEVAMENTO IN TERRARIO
Dendrobates ventrimaculatus è una delle specie più belle da allevare; compensa infatti le sue piccole dimensioni on una attività frenetica che la rende visibile anche i terrari riccamente arredati, soprattutto nelle prime ore di luce e in seguito alle nebulizzate.
Le dimensioni del terrario possono andare dal cubo di 35-40 cm per una sola coppia, a terrari più spaziosi e confortevoli per piccoli gruppi. In linea generale una buona dimensione si aggira intorno ai 40-45, massimo 60 cm, oltre i quali il monitoraggio degli animali diventa pressoché impossibile.
Essenziale è la presenza di specie appartenenti alle famiglia delle Bromeliace, tra cui molto gradite sono piante gel genere Neoregelia.
Inoltre essendo una specie oltre che timida, come tutte quelle del gruppo, anche territoriale, è necessario fornire un buon numero di nascondigli, che possono essere rappresentati da tronchi cavi, fitte pareti di Ficus pumila, ecc; l’importante è dare la possibilità agli animali di potersi nascondere alla vista dei conspecifici, così da minimizzare fenomeni di stress soprattutto in presenza di più maschi all’interno del gruppo.
Questo perché oltre alle schermaglie che i maschi potrebbero dar vita tra di loro, se è presente una sola femmina, questa verrà “corteggiata” instancabilmente dai pretendenti, portandola in una situazione di continuo stress con conseguente rapido esaurimento e probabile prematuro decesso.

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La temperatura ideale è di circa 26°C con una riduzione notturna di un paio di gradi; l’umidità va mantenuta tra valori di 80% e 100%.
I maschi cantano per lunghi periodi e durante tutta la giornata, a maggior ragione se vengono in contatto visivo con una femmina.
Il terrario per questa specie richiede sviluppo verticale, anche se terrari più bassi possono comunque essere utilizzati con i dovuti accorgimenti.
Questa specie non è molto esigente in fatto di alimentazione, accetta infatti gran parte dei cibi disponibili di piccola taglia.
Come già detto, Dendrobates ventrimaculatus in terrario è molto attiva durante il giorno, caccia costantemente le sue prede, principalmente collemboli, afidi, Drosophila melanogaster e Drosophyla hydei.
Cibo alternativo è rappresentato dagli afidi del grano o da grilli di pochi giorni di vita.
Il cibo va somministrato una o due volte al giorno, meglio se appena dopo le nebulizzate, momento in cui gli animali sono in piena attività.

Dendro2RIPRODUZIONE
Ranitomeya ventrimaculata appartiene alle specie di piccola taglia che raggiungono la loro maturità sessuale prima dell’anno di vita (i maschi cominciano a cantare già dopo i 6 mesi).
Il dimorfismo sessuale appare decisamente scarso, anche se femmine in procinto di deporre sono decisamente più robuste dei maschi, soprattutto a livello ventrale.
Al di fuori di questo periodo l’unica discriminante sicura al fine della determinazione del sesso è l’osservazione del comportamento in terrario, data la facilità con cui i maschi cantano e corteggiano le femmine. Va fatta però attenzione qual’ora due individui si avvicinino e si “corteggino”, dato che potrebbe comunque trattarsi di due maschi che si affrontano ai fini territoriali.
Il sessaggio può essere infine fatto anche a livello visivo, siccome i due sessi presentano silhouette leggermente diversa, ma questa è un’operazione che solo occhi esperti, dopo attenta visione dell’animale, possono tentare con buoni risultati.

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A maturità i maschi corteggiano le femmine stimolandole a seguirli nei siti di deposizione che in terrario sono sempre o le foglie basali delle Bromeliacee o molto meglio i porta rullini fotografici (o contenitori analoghi), meglio se di colore nero, posizionati circa a 45° e contenenti acqua.
La quantità di acqua sembra non essere considerata da questa specie, dato che personalmente sono state osservate deposizioni sia in porta rullini completamente asciutti che completamente pieni di acqua.
La riproduzione è abbastanza semplice, basta disporre di un gruppetto di 5-7 esemplari, mantenere il terrario ad un alto tasso di umidità e gli animali ben alimentati. Un terrario 40 cm x 40 cm x 60 cm ricco di piante e nascondigli può ospitare un gruppo riproduttore. Se si dispone di animali adulti, dopo averli introdotti e acclimatati, si incomincia a vaporizzare il terrario 2-3 volte al giorno alzando così il tasso di umidità; i maschi cominciano a cantare e se le femmine sono pronte a deporre le uova, vengono attirate dai maschi che le conducono nel luogo scelto per la deposizione, spesso rappresentato in terrario, appunto, da un porta rullino fotografico.

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Durante i corteggiamenti il maschio sovente salta davanti alla femmina e produce brevi e sordi canti, con lo scopo di convincere la femmina a seguirlo nel sito di deposizione. Queste manovre di richiamo e avvicinamento da parte del maschio, che continua ad avvicinarsi ed allontanarsi dalla femmina, possono durare per ore, tanto che spesso più femmine si ritrovano a seguire lo stesso maschio. Per questo motivo nel sito di deposizione si rinvengono sovente numerose uova, frutto di contemporanee deposizioni.
La media delle uova deposte è di 4-6, che il maschio sorveglierà costantemente fino a quando intorno al dodicesimo giorno, all’interno dell’uovo, cominceranno a intravedersi dei movimenti ai quali il maschio risponderà raccogliendo il girino sul dorso.
A volte nello stesso sito si possono trovare 2 o 3 deposizioni anche a stadi diversi di sviluppo degli embrioni. L’utilizzo del porta rullino fotografico rende molto agevole il recupero delle uova per l’allevamento artificiale. Le uova impiegano circa 12 giorni a schiudere ed i piccoli girini neri sono di circa 3-4 mm.
Il maschio può trasportare fino a 5 girini , ma generalmente non ne trasporta più di 2, i quali possono rimanere sul suo dorso anche fino a 3 giorni.

26454878_7e85a91de4Quando trova un sito adatto dove depositare il girino, il maschio, immerge parte del suo corpo in acqua e con brevi scossoni stimola il rilascio dello stesso. Questa operazione può durare anche decine di minuti e una volta che un girino si stacca il maschio esce prontamente dall’acqua e cerca un nuovo sito per i restanti.
Le femmine in salute possono deporre un clutch di uova ogni 2-3 settimane.
Una volta deposte le uova, dopo che i genitori hanno lasciato il sito, è consigliabile prelevarle e allevarle a parte, aumentando così la percentuale di schiusa e sopravvivenza dei girini.
Le uova vanno mantenute in un ambiente umido, con qualche mm di acqua, possibilmente osmotica o piovana, e se necessario con qualche goccia di blu di metilene, al fine di evitare il proliferarsi si patogeni.
Le uova, decisamente resistenti, possono essere prelevate oltre che con un pennello, anche con le semplici dita bagnate o con qualsiasi altro oggetto, l’importante è che non sia tagliente; vanno mantenute a temperatura ambiente e non sotto luce diretta.
Dopo circa 12-15 gg nascono i girini che vanno prontamente isolati e allevati singolarmente in piccoli contenitori, dai semplici vasetti a scatoline alimentari, l’importante è mantenere sempre pulita l’acqua, provvedendo a cambi con frequenze di massimo 2 giorni, meglio quotidianamente.

Ranitomeya Ventrimaculata foto Dendro Iberica
Ranitomeya Ventrimaculata foto Dendro Iberica

I girini possono essere allevati singolarmente o per gruppi di nidiate in un contenitore di almeno 20 cm x 20 cm x 10 cm con 3 cm di acqua e l’aggiunta di piante acquatiche. Un’alimentazione composta da mangime in fiocchi per pesci tropicali di buona qualità offre ottimi risultati; l’acqua deve essere sostituita ogni 2-3 giorni.
La metamorfosi in rana avviene normalmente a 90-100 giorni a 26°C ma, nel caso in cui la temperatura ambiente fosse sensibilmente più alta o più bassa, il girino rallenta lo sviluppo e può impiegare fino a 150 giorni per trasformarsi in rana, con un aumento del rischio di sviluppare la sindrome delle zampe a fiammifero.
La temperatura di stabulazione dei girini come detto si aggira intorno ai 22-24 °C, ma va sottolineato il fatto che se da un lato temperature alte favoriscono una veloce crescita dello stesso, dall’altro favoriscono anche la proliferazione di batteri e altri organismi indesiderati, con conseguente più veloce inquinamento dell’acqua. Per questo motivo non è consigliabile allevare i girini oltre i 24 gradi qual’ora non si disponga di sufficiente tempo quotidiano per effettuare i cambi dell’acqua.

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Spesso saltare un solo giorno i cambi, a quelle temperature, equivale a morte sicura di gran parte dei girini.
I tempi di crescita vanno dai 60 ai 75 giorni, anche se sono stati osservati girini impiegare anche oltre i 4 mesi per arrivare alla metamorfosi, soprattutto quelli derivanti dalle prime deposizioni.
Nel momento in cui, verso la fine dello sviluppo, appaiono le zampe anteriori è necessario aspettare ancora qualche giorno, e poi trasferire il girino in un contenitore che presenti una sorta di rampa, necessaria affinché questo possa passare dalla parte sommersa a quella emersa senza fatiche ed imprevisti.
Questa specie comunque e differenza di altre impiega molto tempo per uscire dall’acqua, arrivando anche fino a 20 giorni e in questo periodo possono essere tenuti nello stesso contenitore molti esemplari, dato che comunque da quando la coda comincia ad essere riassorbita non si alimentano più ed il loro carattere cannibalistico viene a mancare.
Le piccole Dendrobates sono copie esatte dei propri genitori e vanno allevate per i primi 2 mesi in piccoli fauna-box con uno strato di carta assorbente umida, qualche pianta di plastica per creare dei ripari ed un contenitore basso contenente della terra ricca di collemboli, fonte costante di cibo. In questa fase è molto importante non fare mancare mai per più di 48 ore il cibo.
Questi piccoli contenitori devono essere poco arredati, con un sottile strato di torba compressa sul fondo, qualche foglia di quercia e massimo qualche legnetto o rametto di Ficus o Phylodendro.
Alcuni allevatori tedeschi sottolineano che nei primi due mesi di vita le piccole rane sono facilmente stressabili e non andrebbero disturbate e spostate in altri terrari.

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CURIOSITA’
Specie prolifica tanto che se si possiede un gruppo di 6-7 esemplari potrebbe diventare un’impresa allevare e mantenere i circa 200 girini che nascono in un anno; se sono allevate correttamente queste splendide rane, infatti, non smettono mai di accoppiarsi.

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Ranitomeya ventrimaculatus Rodyll

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Ranitomeya ventrimaculata ‘Arena Blanca’

Ranitomeya ventrimaculata 'Arena Blanca'

Ranitomeya ventrimaculata (Shreve, 1935) Ranitomeya duellmani (Schulte, 1999) – Rainer Schulte
Descrito desde el norte de Perú, sino también conocido a partir de las regiones del norte de Ecuador, particularmente conocidos de la región del Parque Nacional Yasuní, cerca de la frontera con Colombia. También se conoce a partir de las regiones del sur de Ecuador y norte del Perú-la notable excepción de su área de distribución se encuentra en el centro de Ecuador donde está ausente.Las regiones de su área de distribución, esta en las tierras bajas. (http://dendrobates.org/duellmani.html)

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Ranitomeya ventrimaculata ‘yellow’.