Crea sito

ORCHIDEE – DENDROBIUM

DENDROBIUM

Dendrobium Sw.1799 è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, scoperto e classificato dal botanico Olof Peter Swartz nel 1799.

Il nome deriva dal greco ‘dendron’ che significa albero e ‘bios’ cioè vita, dato dal fatto che questo genere di piante tropicali, vive in natura abbarbicato ai rami degli alberi, traendo nutrimento dall’atmosfera umida tipica delle foreste equatoriali. Sono anche dette orchidee bamboo.

Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Epidendroideae
Tribù Dendrobiaeae
Sottotribù Dendrobiinae
Genere Dendrobium
Sw.1799
Classificazione APG
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Specie
·         Elenco delle specie

DIFFUSIONE

Al genere Dendrobium appartengono specie originarie di tutta l’Asia orientale.

Il genere ha un vasto areale che va dalle montagne dell’Himalaya in India, alla Malesia, alla Cina, fino al Giappone e in ristretto numero anche ai territori settentrionali dell’Australia e Nuova Zelanda.

CARATTERISTICHE GENERALI

E’ sicuramente uno dei generi più numeroso della famiglia delle orchidee, comprendendo più di 900 specie che vivono in habitat molto differenti tra loro: a livello del mare e fino a 3500 m di altitudine, alcune in regioni a clima temperato altre dove la temperatura e l’umidità è costante durante tutto l’anno, altre nei climi tropicali. Questo fatto comporta che si hanno Dendrobium con esigenze colturali, forma e dimensioni molto diverse tra loro: abbiamo Dendrobium di dimensioni molto piccole di 3-4 cm e Dendrobium molto grandi lunghi parecchi metri con forme e colori le più diverse che rendono questa specie unica e insostituibile per gli amanti delle orchidee.

Tutto questo è complicato dal fatto che esistono sul mercato numerosissimi ibridi e conseguentemente tantissimi tipi di Dendrobium.

Il loro nome, come detto,  deriva dal greco dendro «tronco, albero» e bios «vita» a significare il fatto che sono orchidee EPIFITE ma si ritrovano anche specie con comportamento LITOFITA ed anche qualcuna TERRESTRE.

La morfologia tra i Dendrobium è molto diversa tra loro, troviamo infatti specie con foglie sempreverdi ed altre con foglie caduche, alcune provviste di singole foglie, altre riunite a gruppi.

Una caratteristiche che hanno in comune i diversi gruppi è quella di formare dei keiki (foto a lato) sia all’altezza dei nodi che alla base dello stelo che altro non sono che una nuova piantina di orchidea che una volta sufficientemente grande, può essere staccata dalla pianta madre ed essere rinvasata autonomamente.

DESCRIZIONE

Orchidee epifite, i Dendrobium presentano fusti rigonfi e nodosi detti pseudobulbi, nei quali conservano una scorta di nutrimento e di acqua, che consente loro di sopravvivere durante la stagione secca. Essi sono molto simili a canne di bamboo e la loro lunghezza varia da pochi centimetri ad oltre un metro, e da essa dipende anche il portamento; eretto nelle specie a stelo corto oppure ricadente in quelle con gli steli più lunghi.
Le foglie sono disposte a coppie lungo i nodi dello stelo e sono nella gran parte delle specie decidue, seccandosi e lasciando gli steli spogli durante la stagione del riposo. All’inizio della primavera, che coincide con la stagione delle piogge, la pianta riprende a vegetare, e dai nodi degli pseudobulbi dell’anno precedente, spuntano i boccioli. Anche qui sono molto variabili nei colori e nelle forme. Giallo, bianco e rosa sono i predominanti e si presentano singoli o raggruppati a grappolo. In alcune specie essi sono delicatamente profumati.

TASSONOMIA

Il genere Dendrobium comprende circa 1500 specie ed è al secondo posto per numero di specie nella famiglia delle orchidee. Una specie endemica della Nuova Zelanda, conosciuta come Dendrobium cunninghamii, è oggi ascritta al genere monospecifico Winika (Winika cunninghamii).

COLTIVAZIONE

Essendo un gruppo molto numeroso non si possono assimilare tutte le specie allo stesso modo di coltivazione.

Molto spesso si sente dire: «lascia perdere i Dendrobium perchè sono molto difficili da coltivare». Personalmente non concordo con questa affermazione in quanto, anche se è vero che è fondamentale per questo genere sapere la specie di appartenenza per poter inquadrare le sue esigenze colturali e spesso alcune richiedono delle condizioni estreme che molto difficilmente riusciamo a riprodurre nelle nostre case, è pur vero che esistendo circa 900 specie si riesce tranquillamente a trovare quella che meglio si può adattare alle condizioni climatiche a noi più vicine.

In linea generale per capire come allevare i Dendrobium teniamo presente che sono piante che hanno un periodo vegetativo molto rapido vale a dire sviluppano molto il fretta le parti verdi e le radici, per impiegare invece molto più tempo per la fioritura e la produzione dei semi. Questa situazione è dettata dal fatto che il riposo vegetativo corrisponde in natura con le stagioni meno favorevoli al loro sviluppo, vale a dire freddo e asciutto, condizioni nelle quali la pianta non potrebbe sopravvivere se non entrando appunto in riposo e utilizzando durante questo periodo le riserve immagazzinate nei pseudobulbi durante la fase di pieno sviluppo. In natura questo periodo sfavorevole è più lungo dei periodi favorevoli, per tale motivo hanno questo ciclo particolare.

Considerando che sono piante dagli habitat più diversi è impossibile fare delle generalizzazioni sulle loro tecniche colturali. Per questo motivo alcuni dividono i Dendrobium in sei gruppi e per ciascuno vengono descritti gli ambienti tipici di coltivazione.

Le specie e gli ibridi che si trovano comunemente in commercio, sono spesso riconducibili al Dendrobium nobile. Sono i più rustici e necessitano di un periodo di riposo invernale a temperature di 10 gradi e totale assenza di innaffiature. Sono decidui e gli pseudobulbi si presenteranno come bastoncini raggrinziti e rinsecchiti. Solo con l’arrivo della primavera, la pianta inizierà a vegetare e si dovrà iniziare ad annaffiare e concimare regolarmente. I nodi si gonfieranno e spunteranno i primi boccioli. La pianta inizierà a produrre nuovi getti che daranno vita durante l’estate ai nuovi steli. Si potranno tenere all’esterno, alla luce e in luoghi ben ventilati. Evitare i raggi del sole diretti, fino a quando i primi freddi segneranno l’inizio del riposo e la sospensione delle annaffiature. In questo modo la fioritura dell’anno seguente ne sarà stimolata.

Il secondo gruppo si differenzia sostanzialmente per la temperatura di coltivazione che non dovrà mai essere inferiore ai 15-18 gradi. Questo gruppo è riconducibile aDendrobium phalaenopsis. Da coltivarsi tutto l’anno in serra, in luoghi luminosi e ben aerati. Anche questi si possono coltivare in casa, scegliendo luoghi lontani da correnti d’aria, e fornendo umidità costante, per esempio posizionando i vasi sopra uno strato di argilla espansa tenuta umida. Questa è comunque buona norma per ogni specie di orchidea. La concimazione va fatta con una soluzione molto diluita e il rinvaso va fatto soltanto quando non si può evitarlo. Queste piante infatti non traggono alcun nutrimento dal substrato in cui crescono; esso serve solo per sorreggerle ed imita in qualche modo la corteccia dei tronchi dove vivono in natura, quindi vasi troppo grandi saranno soltanto d’intralcio e favoriranno il marciume dell’apparato radicale. In ogni caso, l’occasione del rinvaso può servire per dividere le piante, togliendo gli pseudobulbi troppo vecchi, oppure per ottenere nuovi esemplari dalla pianta madre. Una pianta di Dendrobium avrà la forza di crescere e di svilupparsi se divisa avendo cura di lasciare 3-4 pseudobulbi uniti fra loro. Nuove piante si possono ottenere anche dai keiki, dei getti con radici che a volte la pianta madre stessa emette dai nodi lungo lo stelo. Quando saranno sufficientemente sviluppati e avranno un proprio apparato radicale si potranno tagliare e sistemare in piccoli vasi con un substrato fine.

PRIMO GRUPPO 

In questo gruppo vengono considerati i Dendrobium a foglia decidua e di serra fredda che hanno necessità di un periodo di riposo vegetativo. 

Ritroviamo le seguenti specie:

  1. Dendrobium nobile;
  2. Dendrobium chrysanthum;
  3. Dendrobium wardianum;
  4. Dendrobium victoriae reginae.

Ritroviamo qui il Dendrobium nobile, sicuramente il più famoso tra le specie di questo gruppo.

Sono tutte piante originarie del sud-est asiatico compreso il Nepal, il Bhutan, l’India nord orientale, la Birmania, il Vietman, il Laos e parte del sud-est della Cina, ad altitudini comprese tra i 200 – 1500 m.

Questo gruppo, così come il secondo, ha la particolarità di perdere le foglie durante il periodo secco e di bassa temperatura che in natura coincide con l’inverno. In questo periodo infatti, non essendoci acqua e temperature sufficienti per crescere, la pianta entra in riposo vegetativo, perde le foglie e quindi risparmia le sue riserve nutritive e vive con le riserve accumulate nei pseudobulbi. Con l’arrivo del caldo e della pioggia ripristina molto velocemente le sue riserve e si prepara alla riproduzione cioè alla fioritura e alla produzione del seme (non dimentichiamo mai che le piante fioriscono per la propagazione della specie).

Oltre a queste specie esistono anche numerosissimi ibridi ottenuti soprattutto incrociando il Dendrobium nobilex Phalenopsis o Dendrobium nobile x Dendrobium bigibbum. 

Per queste orchidee il ciclo colturale è particolare ed è valido anche per gli ibridi derivati. 

Dendrobium nobile

A partire da metà autunno (novembre) e fino a metà inverno (febbraio) vanno tenute come piante da serra fredda con temperature intorno ai 10°C, in un luogo molto luminoso (nei loro ambienti naturali la luce è molto più intensa d’inverno che d’estate) e dando pochissima acqua, giusto il tanto da non farla appassire, nessuna concimazione e un’ottima ventilazione. Per la quantità d’acqua da dare ci si può regolare osservando i fusti: se vediamo che iniziano a raggrinzirsi, bisogna dare un po’ d’acqua, ma molto poca. Tanto più la temperatura è bassa, tanto minore dovrà essere l’acqua. 

Non appena si formano le gemme a fiore, che coincide in genere con la primavera, si può fare qualche annaffiatura sino al termine della fioritura. Quando anche l’ultimo fiore sarà caduto, sospendere nuovamente le irrigazioni fino a quando non inizieranno a spuntare le radici dai nuovi getti. A quel punto la pianta va riportata in una zona con temperature più alte e si riprende ad irrigare e concimare regolarmente. In questo periodo possono anche essere portate all’aperto. In questo periodo la luce non deve essere troppo intensa.

Per tutta la primavera e fino a metà estate (agosto) le concimazioni devono avere un alto tasso di Azoto nella dose di 1/2 gr/l una volta alla settimana. 

Dopo di che da metà estate (agosto) e fino all’autunno si prosegue con concimi a bassissimo titolo il Azoto ed alto titolo di Fosforo e Potassio nella dose di 1/2 gr/l una volta alla settimana. 

Questa alternanza di periodi asciutti e freddi con periodi normali e caldi è fondamentale per la fioritura. Infatti la causa prima della non fioritura di questo gruppo di orchidee è appunto la mancanza di questa alternanza. In sua vece la pianta produrrà dei keiki che altro non sono che nuove piantine che una volta sufficientemente grandi, possono essere staccate dalla pianta madre ed essere rinvasate autonomamente. 

Riepilogando, per coltivare con successo i Dendrobium di questo gruppo ed i loro ibridi, occorrono due requisiti fondamentali: in primavera – estate molto caldo, molte concimazioni, umidità costante e luce non troppo intensa a cui segue subito dopo un periodo freddo, secco, niente concimazioni e molta luce fino alla fioritura che avverrà alla fine dell’inverno – inizio della primavera. 

Il Dendrobium può stare tranquillamente all’aperto durante la bella stagione ma deve essere abituato molto gradatamente infatti tollera il sole diretto una volta sviluppato all’aperto se acclimatato presto in primavera e se la ventilazione è eccellente. 

Per quanto riguarda l’umidità durante l’estate deve essere alta, intorno all’ 80% che va via via ridotta mano mano che ci si avvicina all’inverno al 60% fino a sospenderla del tutto in inverno.

Per quanto riguarda il rinvaso può essere fatto o quando le nuove radici iniziano a svilupparsi o subito dopo la fioritura.

dendrobium chrysanthum

SECONDO GRUPPO 

In questo gruppo vengono considerati i Dendrobium a foglia decidua e di serra intermedia che hanno necessità di un periodo di riposo vegetativo. 

Dendrobium anosmum



Ritroviamo le seguenti specie:

  1. Dendrobium anosmum;
  2. Dendrobium findlayanum;
  3. Dendrobium pierardii;
  4. Dendrobium parishii;
  5. Dendrobium heterocarpum;
  6. Dendrobium aggregatum

Questo gruppo, così come il primo ha la particolarità di perdere le foglie durante il periodo secco e di bassa temperatura che in natura coincide con l’inverno. In questo periodo infatti, non essendoci acqua e temperature sufficienti per crescere la pianta entra in riposo vegetativo, perde le foglie e quindi risparmia le sue riserve nutritive e vive con le riserve accumulate nei pseudobulbi. Con l’arrivo del caldo e della pioggia ripristina molto velocemente le sue riserve e si prepara alla riproduzione cioè alla fioritura e alla produzione del seme (non dimentichiamo mai che le piante fioriscono per la propagazione della specie).

Le specie appartenenti a questo gruppo si allevano come quelle del primo gruppo con la sola differenza che le temperature sono costanti tutto l’anno. La notte intorno ai 12-14°C.

Dendrobium findlayanum

Il riposo vegetativo deve essere assicurato a partire dall’autunno e per tutto l’inverno, quando le irrigazioni saranno gradatamente ridotte e alla fine si annaffierà il tanto da non farla appassire e si sospenderanno del tutto le concimazioni. Quando inizieranno a comparire i boccioli fiorali e saranno ben sviluppati, che coincide con la primavera, si riprendono gradatamente le irrigazioni fino a quando non si vedrà che la pianta si è risvegliata del tutto producendo nuove radici a quel punto si può riprendere ad annaffiare regolarmente ed anche a concimare. Durante questo periodo, primavera ed estate, hanno necessità di molta luce e molta aria.

Il riposo vegetativo è fondamentale per avere l’induzione a fiore.

TERZO GRUPPO      

In questo gruppo vengono considerati i Dendrobium sempreverdi e di serra intermedia che non hanno necessità di un periodo di riposo vegetativo ma devono sentire il passaggio di stagione.

Dendrobium chrysotoxum

Ritroviamo le seguenti specie:

  1. Dendrobium chrysotoxum;
  2. Dendrobium densiflorum;
  3. Dendrobium fimbriatum;
  4. Dendrobium moschatum;
  5. Dendrobium thyrsiflorum;
  6. Dendrobium farmeri.

Questi Dendrobium, al contrario di quelli appartenenti agli altri due gruppi, non devono essere lasciati asciutti in alcun periodo dell’anno.

Durante l’autunno e l’inverno le irrigazioni vanno diminuite ma non sospese e devono essere sistemati in un luogo fresco con temperature notturne intorno ai 10- 12°C.

In primavera si aumentano gradatamente le irrigazioni e si concima generosamente e le piante si spostano in ambienti più caldi e luminosi e possono essere tranquillamente coltivati come la Cattleya.

Dendrobium fimbriatum

QUARTO GRUPPO

In questo gruppo vengono considerati i Dendrobium sempreverdi e di serra intermedia che hanno necessità di un breve periodo di riposo vegetativo.

Ritroviamo le seguenti specie:

  1. Dendrobium dearei;
  2. Dendrobium loddigesii;
  3. Dendrobium infundibulum;
  4. Dendrobium sanderae;
  5. Dendrobium formosum;
  6. Dendrobium lyonii;
  7. Dendrobium macrophyllum;
  8. Dendrobium schuetzei.

Per questi Dendrobium le temperature notturne invernali si aggirano intorno ai 12°C mentre d’estate le temperature notturne devono essere intorno ai 15-16°C. Non sopportano temperature troppo alte o troppo basse.

Anche per questo gruppo di Dendrobium, deve essere previsto un periodo di riposo di circa tre settimane con scarsissime annaffiature e nessuna concimazione. Come iniziano a formarsi i nuovi germogli si riprendono gradatamente le annaffiature e le concimazioni ricordandosi di lasciare sempre asciugare il substrato tra un’annaffiatura ed un’altra.

Dendrobium dearei

QUINTO GRUPPO

In questo gruppo vengono considerati i Dendrobium sempreverdi e di serra intermedia senza periodo di riposo vegetativo.

Ritroviamo le seguenti specie:

  1. Dendrobium stratiotes;
  2. Dendroblum taurinum;
  3. Dendrobium undulatum;
  4. Dendrobium veratrifolium;
  5. Dendrobium gouldii
  6. Le orchidee appartenenti a questo gruppo non amano le condizioni estreme infatti gradiscono temperatura ed umidità non troppo elevate. Hanno necessità di molta luce e una buona ventilazione. Le annaffiature e le concimazioni devono essere regolari durante tutto l’arco dell’anno, al limite si riducono leggermente durante il periodo invernale.

Se in queste circostanza le gemme non fioriscono o cadono prematuramente, bisogna regolare meglio la temperatura notturna aumentandola leggermente.

Dendrobium stratiotes

SESTO GRUPPO

In questo gruppo vengono considerati i Dendrobium sempreverdi e da serra calda senza riposo vegetativo.

Ritroviamo le seguenti specie:

  1. Dendrobium phalaenopsi (conoosciuto anche come orchid di Cooktown in quanto trovato vicino a Cooktown nel Queensland – Australia);
  2. Dendrobium superbiens;
  3. Dendrobium biggibum.

Questo gruppo comprende orchidee molto popolari infatti in commercio si trovano numerosissimi ibridi soprattutto diDendrobium Phalaenopsis e di Dendrobium biggibum.

Sono piante originarie delle zone tropicali del sud est dell’Australia pertanto sono piante che provengono da zone dove le estati sono calde, molto umide e bagnate mentre gli inverni piuttosto asciutti. Questo inquadramento è importante per capire come allevarle. Infatti sono piante da serra calda.

Per prima cosa bisogna tenere presente che non vanno in riposo vegetativo pertanto vanno annaffiate durante tutto l’anno.

In primavera – estate, che coincide con la fase di crescita attiva vanno annaffiate generosamente e vanno concimate regolarmente usando 1/2 gr/l una volta alla settimana con un titolo alto in Azoto. Le temperature notturne estive devono essere intorno ai 22-25°C e di giorno 28-30°C. In questo periodo vanno nebulizzate regolarmente per cercare di tenere un tasso di umidità intorno al 60-70%. Durante la bella stagione possono essere esposte alla luce solare diretta solo nelle prime ore del mattino ma schermate per il resto del giorno.

Dopo la fioritura le annaffiature vanno ridotte fino alla nuova formazione degli steli fiorali.

Dalla fine dell’estate e fino all’autunno, si usa un concime con più alto titolo di Fosforo e Potassio sempre alla dose di 1/2 gr/l una volta alla settimana.

Dall’autunno e durante l’inverno le annaffiature vanno gradatamente diminuite lasciando quasi asciugare il substrato tra una annaffiatura ed un’altra. Bisogna fare molta attenzione a non lasciare raggrinzire troppo i pseudobulbi in quanto la successiva ripresa è abbastanza lenta. Durante questo periodo le concimazioni vanno sospese o perlomeno sensibilmente ridotte in concomitanza con la riduzione delle irrigazioni. Le nebulizzazioni vanno fatte in modo da mantenere l’umidità relativa intorno al 60-70%. Nei loro ambienti naturali la luce è molto più intensa d’inverno che d’estate pertanto assicurarsi che durante la stagione invernale possano ricevere molta più luce che d’estate. Le temperature d’inverno di notte intorno ai 12-14°C e di giorno 15-18°C.

Durante tutto l’anno è importante assicurare un’ottima ventilazione.

Il rinvaso si effettua dopo la fioritura o quando la pianta inizia la ripresa vegetativa alla fine dell’inverno – inizio primavera. Essendo piante epifite possono tranquillamente essere allevate su cortecce di sughero. Ovviamente in queste condizioni le annaffiature e le nebulizzazioni devono essere giornaliere, soprattutto d’estate. Se coltivate in vaso, bisogna avere l’accortezza di usare dei vasi di piccole dimensioni infatti non amano i grandi vasi. Quelli che all’apparenza possono sembrare troppo piccoli per la pianta, di solito vanno benissimo. Inoltre è importante che abbiano un adeguato numero di fori di drenaggio in quanto non amano in alcun modo i ristagni idrici. Come substrato pezzi di sughero e corteccia d’abete vanno bene. Di solito il rinvaso si effettua quando le piante sono diventate troppo grandi per il vaso. Se si decide di dividere la pianta, ricordarsi di lasciare almeno tre pseudobulbi per pianta.

In quasi tutti i Dendrobium appartenenti a questo genere i fiori compaiono nella parte terminale dello stelo fiorale in numero variabile da 5 a 20 e durano da uno a tre mesi.

Una volta che i fiori si sono seccati è preferibile non tagliare lo stelo ma lasciarlo seccare naturalmente. Infatti da quello stelo possono nascere dei nuovi rami laterali, oppure può rifiorire, oppure può nascere un keiki che altro non è che una nuova piantina che una volta sufficientemente grande, può essere staccata dalla pianta madre ed essere rinvasata autonomamente.

Esistono delle diversità colturali all’interno del gruppo tra il Dendrobium phalaenopsis ed il Dendrobium bigibbum, che spesso vengono considerate un’unica specie anche se non lo sono. Il Dendrobium bigibbum è originario di zone molto più vicine all’equatore e pertanto richiede temperature più alte rispetto al Dendrobium phalaenopsis, specialmente d’inverno. Anche morfologicamente sono diversi tra loro: il Dendrobium bigibbumha i fiori più piccoli e con il labello più grande e arrotondato rispetto al Dendrobium phalaenopsis.

Dendrobium phalaenopsis

INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE

ANNAFFIATURE ED UMIDITA’

Bisogna annaffiare al mattino, per consentire alle foglie di asciugarsi prima del sopraggiungere della notte ed evitare in questo modo l’insorgenza di pericolose malattie. Bisogna stare attenti a che l’acqua non ristagni tra gli interstizi delle foglie.

 

Mantenere un ambiente umido intorno alla pianta è fondamentale. Ora, nelle nostre case non sempre è semplice riuscire a simulare un angolo di foresta tropicale. Per riuscire ad avvicinarsi a questo possiamo posare il vaso che contiene la pianta su un sottovaso (o altro recipiente) nel quale avrete sistemato dell’argilla espansa o della ghiaia nel quale terrete sempre un po’ d’acqua. In questo modo le radici dell’Orchidea non entreranno a contatto con l’acqua che evaporando garantirà un ambiente umido intorno ad essa così come spruzzare una volta al giorno le foglie.

Dendrobium crumenatum che cresce sul tronco d’albero in natura

Teniamo presente che l’umidità ottimale è diversa a seconda della specie ed anche in proporzione alla temperatura: temperature elevate richiederanno maggiore umidità ma in questo caso è fondamentale garantire alla pianta una buona ventilazione per evitare dei pericolosi ristagni idrici che potrebbero provocare l’insorgenza di pericolose patologie.

E’ buona norma, per la salute di tutte le nostre piante, dotare i termosifoni di umidificatore per non permettere all’aria della stanza di diventare troppo secca.

(Per maggiori chiarimenti sull’annaffiatura delle orchidee consulta l’articolo Annaffiatura ed umidità delle orchidee).

CONCIMAZIONE

Come tutte le orchidee poiché per lo più si trovano su di un materiale inerte, gli elementi nutritivi devono essere apportati con la concimazione.

I concimi vanno sciolti nell’acqua di irrigazione possibilmente non di rubinetto.

Bagnare bene il substrato prima di procedere con la concimazione per evitare una eccessiva concentrazione salina.

(Per maggiori chiarimenti sulle concimazioni delle orchidee puoi consultare l’articolo Concimazione delle orchidee).

TIPO DI TERRENO – RINVASO

Prima di procedere al rinvaso l’Orchidea va bagnata per bene per rendere le radici più elastiche ed evitare quindi le rotture. Le radici vanno ripulite di tutto il materiale che le rimane attaccato e quelle morte vanno asportate con delle lame o cesoie che avrete prima disinfettato per bene con alcool o varechina, meglio se alla fiamma.

Procedete con grande cautela e cercate di disturbare il meno possibile le radici ed attenzione ad eliminare solo quelle morte. Ogni superficie di taglio va trattata con polveri fungicide ad ampio spettro che troverete da un buon vivaista.

Prima di procedere al rinvaso, lavare per bene il substrato lasciandolo in immersione per alcuni giorni in acqua in modo da eliminare la polvere presente, togliere le impurità presenti che vanno a finire sul fondo del recipiente ed assicurare così una loro perfetta idratazione.

Dendrobium laevifolium Stapf

Se le radici al momento della svasatura aderiscono troppo tenacemente al vaso, è opportuno immergere il vaso per circa 30 minuti in acqua appena tiepida. Se questa tecnica non dovesse funzionare, allora tagliate il vaso. Non forzate le radici che potrebbero danneggiarsi.

Abbiate cura che ci sia un po’ di spazio tra i bordi del vaso e le radici per evitare che la stessa situazione si ripresenti l’anno successivo.

Assicuratevi sempre che il contenitore che avete scelto abbia un numero adeguato di fori di drenaggio (diversamente munitevi di attrezzi idonei per aumentarli) .

Dopo che l’Orchidea è rinvasata lasciatela a secco e al riparo dalla luce diretta e dagli sbalzi di temperatura per diversi giorni per consentire alle parti tagliate di potersi cicatrizzare e alle radici di adattarsi alla nuova situazione. Una volta che l’attività radicale avrà ripreso, riprendete la normale coltivazione.

Per quanto riguarda il tipo di contenitore scegliete quello che preferite (ce ne sono dei più svariati e qua la vostra fantasia fa da padrona) e se avete scelto una determinata dimensione, bene, compratelo più piccolo. E’ importante che il contenitore sia stato preventivamente disinfettato o con alcool o con varechina. Sarebbe inoltre opportuno che, se non usate guanti, anche le mani siano ben pulite prima di procedere.

PARASSITI E MALATTIE

Per quanto riguarda le malattie del Dendrobium si rimanda al capitolo Malattie e cure delle orchidee.

 

Dendrobium pendulum

ALCUNE SPECIE

Dendrobium infundibulum OrchidsBln0906.jpg
Dendrobium infundibulum
Dendrobium loddigesii
Dendrobium amabile
Dendrobium anosmum
Dendrobium bigibbum
Dendrobium fimbriatum
Dendrobium kingianum
Dendrobium lindleyi
Dendrobium moorei
Dendrobium moschatum
Dendrobium sanderae
Dendrobium unicum
Dendrobium tetragonum var. gigantea in situ, Tully Gorge National Park Queensland, 29 Aug 2016.

CURIOSITA’

Merita di essere citato l’ibridatore storico dei Dendrobium, Jiro Yamamoto, un giapponese che lavora alle Hawaii i cui ibridi, noti come “Yamamoto”, sono apprezzati in tutto il mondo.

Il nome Dendrobium è stato assegnato da Olaf Swartz nel 1799 che all’epoca annoverò in questo genere solo 19 specie.

Il Dendrobium phalenopsis o Orchid di Cooktown è l’emblema floreale del Queensland (Australia) dal 1959 ed è stato inserito nel francobollo da 25 centesimi dell’Australia pubblicato il 10 luglio 1968, progettato dal R. e dal P. Warner ed in quello da 1,20 $, sempre australiano progettato da Cathleen Cram con le illustrazioni dall’artista Clare Kaegi.

In collaborazione con:

http://www.elicriso.it

https://it.wikipedia.org