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Materiali adatti alla costruzione di un terrario per Dendrobatidi

Un terrario per Dendrobatidi deve possedere alcuni requisiti essenziali necessari principalmente al benessere e alla sicurezza degli animali stessi ed in secondo luogo cercheremo di soddisfare anche l’estetica.
Il punto principale da cui partiremo rappresenta la solidità del terrario e la sua impermeabilità e resistenza all’acqua.  Visto l’alto tasso d’umidità sempre presente nel terrario, gli unici due materiali adatti alla costruzione di una teca per dendrobatidi sono il vetro e il plexiglass. Il plexiglass può sembrare la soluzione migliore perché è leggero e facile da tagliare e lavorare, ma con il passare del tempo si rovina facilmente e tende ad opacizzarsi. Il vetro è in assoluto il materiale migliore, mantiene per sempre le sue caratteristiche di trasparenza ed è facilmente lavabile e disinfettabile. Inevitabilmente sarà quindi necessario orientarsi su terrari in vetro e non usare ad esempio strutture in legno che anche se ben isolate, si impregnerebbero d’acqua a causa delle costanti nebulizzazioni che un ambiente di foresta delle piogge richiede.Per questo motivo il materiale per eccellenza con cui vengono costruiti questi terrari è il vetro. 10514713_1477377069193851_1837828449219877946_n

Materiali alternativi come legno, plexiglas o lastre plastiche di vario genere, oltre ad essere a volte anche più costosi, non garantiscono quanto sopra affermato per i seguenti motivi:
Il legno, benché economico, facilmente reperibile e lavorabile si presenta come un materiale assolutamente non impermeabile, andrebbe quindi trattato con vernici impermeabilizzanti e tassativamente atossiche. Ma anche così trattato questo materiale nel tempo può deformarsi, alterarsi, decomporsi, ecc ecc, compromettendo magari il giusto scorrimento dei vetri frontali, con possibili chiusure anomale che spesso postano a fughe di animali (dato che riescono a fuggire da piccolissime aperture). E in fin dei conti il costo delle vernici e degli accorgimenti per renderlo impermeabile potrebbero costare più che realizzare il terrario in vetro.
• Le materie plastiche invece presentano due problematiche diverse, la prima riguarda le modalità di unione delle lastre, data la necessità di usare collanti appositi (ricordando anche qui che debbono essere atossici),la seconda riguarda la facilità con cui questi materiali, come già specificato precedentemente, ingialliscono e si graffiano, rendendo il terrario in poco tempo esteticamente non gradevole. In definitiva il vetro è il materiale ideale, sia per la tenuta all’acqua che per la sua inalterabilità nel tempo.

Ognuno poi è libero di usare e sfruttare qualsiasi materiale sia in suo possesso, ottenendo magari anche ottimi risultati, ma non ci stancheremo mai di dire che un terrario in vetro è “quasi” per sempre.
Detto questo possiamo parlare un po’ del vetro, data l’ampia disponibilità di questo materiale sul mercato.

TIPOLOGIE DI VETRO
I vari tipi di vetro che si possono usare possono differire in colorazione e resistenza.
Per quanto riguarda le colorazioni, come per gli acquari si possono usare vetri più o meno trasparenti (esempio vetri extra chiari), anche se la cosa non conferisce sostanziali differenze, se non magari per le sole porte scorrevoli.
Lo stesso vale per la durezza, si potrebbero usare vetri temperati, maggiormente resistenti, ma anche in questo caso le sollecitazioni a cui i terrari sono sottoposti sono talmente esigue da non giustificare l’acquisto di vetri temperati.
L’unica cosa invece che magari fa un po’ di differenza è la modalità di taglio dello stesso, spesso per questione economiche si usa richiedere ai vetrai il solo taglio, questo però si ottiene mediante la sola segnatura mediante strumentazione diamantata dello stesso e successiva rottura.
Attraverso questo sistema si ottengono vetri con filo non sempre precisissimo e nel maggior caso delle volte sono a filo tagliente.
Un’operazione che si può compiere è quella di dare una passata al filo con della carta abrasiva, possibilmente sottile, al fine di scongiurar la possibilità di taglio durante le operazioni di assemblaggio.
Diversa è invece la situazione in cui il vetraio opera le lavorazioni che portano ad ottenere vetri a filo lucido, in cui gli spigoli sono smussati(generalmente a 45 gradi) e i lati sono perfettamente lisci e dritti. Questo tipo di vetri conferisce un’estetica più carina, data la rifinitura e permette spesso anche di assemblare con più facilità e precisione l’intero terrario.