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MANTELLIDI

Mantella aurantiaca copyMANTELLIDI
Le “rane gioiello del Madagascar”

Le rane appartenenti al genere Mantella, affini alle rane freccia del genere Dendrobates,sono anfibi molto colorati e dal richiamo melodioso.

Tuttavia, come vedremo, possiedono la reputazione di essere rane difficili da mantenere e allevare. Alcune specie come M. aurantiaca, M. madagascariensis e M. crocea vivono in regioni montane fresche e temperature elevate in terrario (oltre i 30°) le possono uccidere in breve tempo.

Non è consigliabile allevarle in luoghi soggetti ad alte temperature senza una adeguata ventilazione e una sorgente d’acqua che evaporando procuri un raffreddamento corporeo a questi anuri.

E’ anche vero però che la rana freccia sudamericana Phillobates terribilis è altrettanto sensibile alle alte temperature ma nello stesso tempo il loro allevamento è raccomandato ai principianti.

Le Mantella allevate e riprodotte in cattività sono più indulgenti verso le alte temperatura che gli esemplari catturati in natura.

Specie di pianura come M. expectata e M. ebenaui tollerano meglio di tante rane freccia condizioni di caldo e asciutto. Pertanto la convinzione che tutte le Mantella sono più difficili da allevare rispetto ai Dendrobatidi è errata.

Tuttavia le Mantella sono in generale più difficili da allevare rispetto alle più comuni Dendrobatidi come Phyllobates terribilis, Dendrobates tinctorius o Ranitomeya imitator. Questo perchè le Mantella sono originarie del Madagascar, una regione soggetta a forti stagionalità, con repentini cambiamenti climatici.

Se non vengono allevate in terrari che rispettano questi parametri di variazioni di temperatura, umidità e fotoperiodo potrebbero risentirne fino ad arrivare alla morte. L’ideale sarebbe quello di mantenere i terrari in cantine o seminterrati non riscaldati, dove le temperature varieranno con il variare delle stagioni. Ricordo che la temperatura all’interno di un terrario è sempre superiore a quella ambientale.

Linee guida dei parametri ambientali più adatti.

Se si vogliono allevare specie di Mantella originarie di ambienti di pianura come M. expectata, M. viridis e M. ebenaui bisogna mantenere la temperatura nel loro vivario compresa tra 15° e 20° durante il giorno in inverno e tra i 22° e i 26° durante il giorno in estate.

Se invece si vogliono allevare specie montane o provenienti dagli altopiani come M. baroni, M. aurantiaca, M. madagascariensis, M. crocea, M. pulchra, M. cowani e M. milotympanum bisogna mantenere temperature del terrario tra i 15-18° durante il giorno in inverno e tra i 18-23° durante il giorno in estate.

Per le specie intermedie come M. nigricans, M. bernhardi e M. laevigata consiglio di mantenere temperature simili alle specie di pianura, fino ad un massimo di 25° durante il giorno in estate.

SCHEDA SISTEMATICA DEI MANTELLIDI
Famiglia: Mantelliidae Laurent, 1946 (Madagascar e Mayotte: 204 spp.)
Sottofamiglia: Mantellinae Laurent, 1946 (Madagascar: 125 spp.)
Generi: Mantella Boulenger, 1882 (16 spp.); Blommersia Dubois, 1992 (10 spp.); Boehmantis Glaw & Vences, 2006 (1 sp.); Gephyromantis Methuen, 1920; Guibemantis Dubois, 1992 (12 spp.); Mantidacctylus Boulenger, 1895 (31 spp.); Spinomantis Dubois, 1992 (12 spp.); Tsingymantis Glaw, Hoegg & Vences, 2006 (1 sp.); Wakea Glaw & Vences, 2006 (1 sp.).

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Specie di importanza terraristica: Mantella aurantiaca Mocquard, 1900 (Golden Frog, Golden Mantella); Mantella baroni Boulenger, 1888 (Harlequin Mantella); Mantella cowanii Boulenger, 1882 (Variegated o Cowan’s Golden Frog); Mantella madagascariensis (Grandidier, 1872)(Madagascar Golden Frog); Guibemantis pulcher (Boulenger, 1882) (Tsarafidy Madagascar Frog).

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Sottofamiglia: Boophinae Vences & Glaw, 2001 (Madagascar e Mayotte: 75 spp.).
Generi: Boophis Tschudi, 1838 (75 spp.)
Specie di importanza terraristica: Boophis albilabris (Boulenger, 1888) (White-lipped Bright-eyed Frog); Boophis luteus (Boulenger, 1882) (Ankafana Bright-eyed Frog); Boophis madagascariensis (Peters, 1874) (Madagascar Bright-eyed Frog); Boophis microtympanum (Boulenger, 1881) (Imerina Bright-eyed Frog).

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Sottofamiglia: Laliostominae Vences & Glaw, 2001 (4 spp.)
Generi: Laliostoma Glaw, Vences & Böhme, 1998 (1 sp.); Aglyptodactylus Boulenger, 1919 (3 spp.)
Specie di importanza terraristica: nessuna.

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I Mantellidi, minuscoli e variopinti Anuri malgasci, in prevalenza arboricoli ma anche terricoli e semi-acquatici, vengono spesso paragonati ai Dendrobatidi. Ecologia, colorazione, morfologia e tossicità testimoniano una convergenza evolutiva quasi perfetta con i più famosi cugini del Nuovo Mondo e, come questi ultimi, i Mantellidi mostrano un’ampia varietà di specie straordinariamente colorate.
Pur essendo una delle più vaste tra gli Anfibi Anuri, con oltre 200 specie finora descritte e classificate, la famiglia dei Mantellidi è una delle meno conosciute e al tempo stesso tra le più controverse dal punto di vista sistematico. Basti pensare che queste bellissime ranocchie sono state a lungo considerate una semplice sottofamiglia sia della famiglia Raniidae (le rane propriamente dette) che dei Rhacophoridae (“rane volanti” e simili) prima di essere definitivamente classificate in una famiglia a sé.
Le loro fantastiche colorazioni hanno un chiaro significato aposematico, ovvero sono così vistose per renderle ben visibili ai potenziali predatori, che quasi sempre se ne tengono alla larga a causa della pelle assai velenosa (contiene diversi alcaloidi, come pumiliotossina, allopumiliotossina, pirrolisidine, indolisidine, ecc., ricavati dagli insetti di cui si nutrono: in cattività, tendono a ridursi e scomparire se tali insetti mancano nella dieta): ciò le rende straordinariamente simili ai più famosi Dendrobatidi sudamericani, con i quali hanno in comune anche l’habitat delle foreste pluviali primarie frequentato dalla maggioranza delle specie. Si tratta però solo di un classico esempio di convergenza evolutiva tra due gruppi distanti fra loro migliaia di km. L’intera famiglia dei Mantellidi è infatti endemica del Madagascar e, come spesso si osserva nella peculiare fauna di quell’isola, sembra presentare maggiori affinità con gli Anuri asiatici che non quelli africani o americani.

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Non tutte le specie sono protette

La specie più conosciuta è Mantella aurantiaca Mocquard, 1900. Endemica del Madagascar centrorientale (Andranomandry, foresta di Andranomena, Torotorofotsy, bacino del Samarirana). Vive nelle foreste umide di pandano (Pandanus spp.) e presso le zone acquitrinose degli altipiani, soprattutto intorno ai 900 m di quota, con preferenza per le zone più soleggiate. Importata in gran quantità dal Madagascar soprattutto negli anni Ottanta e Novanta, attualmente il suo commercio è regolamentato dalla Convenzione di Washington (App. II), richiede dunque l’apposita documentazione CITES per poter essere venduta. Dal 2006 vige inoltre il divieto di importazione e commercio di individui selvatici in tutta l’Unione Europea: i pochi esemplari reperibili sono dunque tutti nati in cattività. Oltre a Mantella aurantiaca, nella UE (e quindi in Italia) non si possono importare individui selvatici di altre 6 spp. di Mantella.

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Ancora importabile con documentazione CITES è invece l’altrettanto bella M. madagascariensis (Grandidier, 1872) Originaria anch’essa delle foreste pluviali sugli altipiani delle regioni malgasce centro-orientali, comprese tra Niagarakely e Ranomafana, a 700-1050 m di quota. In entrambe le specie i maschi misurano appena 2-2,5 cm, le femmine raramente oltre i 2,5-3 cm.
Attualmente, solo il genere Mantella risulta protetto, mentre i restanti generi e specie (oltre il 90% della famiglia) sono ancora di libera vendita, nonostante alcune specie siano considerate “vulnerabili” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Red List).

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Non è il caso per fortuna di Guibemantis (Pandanusicola) pulcher (Boulenger, 1882), del Madagascar nord-orientale, dove condivide il medesimo habitat di M. aurantiaca pressole foreste umide di pandano, fino a 1400 m. di quota. In questa minuscola ranocchia i maschi misurano appena 2,5 cm, le femmine meno di 3 cm.
Il genere Bophis Tschudi, 1838 è il più numeroso (oltre un terzo di tutte le specie) e costituisce una sottofamiglia a sé, distinta da quelle dei due generi precedenti. Comprende specie arboricole e notturne, alcune di taglia decisamente superiore alla media dei Mantellidi e paragonabile a quella delle ranocchie nostrane. Le livree sono molto variabili e, pur essendo spesso coloratissime, sembrano particolarmente specializzate nel camuffamento.
Caratteristica peculiare sono le uova spesso vivacemente colorate (dal giallo al turchese).
Contrariamente ai Mantellidi, che hanno costumi generalmente diurni, Bophis spp. sembrano essere più attivi al crepuscolo, in particolare i maschi che lanciano i loro richiami nelle ore notturne, su rami e arbusti a 2-3 m di altezza dal suolo.

Guibemantis (Pandanusicola) pulccher
Guibemantis (Pandanusicola) pulccher

Uno dei maggiori rappresentanti della famiglia è Boophis albilabris (Boulenger, 1888), i cui maschi possono raggiungere “ben” 7 cm e addirittura superare gli 8. È ampiamente distribuito nel settore orientale dell’isola, da poco sopra il lilvello del mare a un migliaio di metri d’altezza: preferisce il classico habitat della foresta primaria pluviale, ma è assai meno selettivo delle specie precedenti e lo si incontra anche in boscaglie isolate tra i campi e in biotopi seriamente disturbati dalle attività umane, come i margini dei villaggi e perfino i parchi pubblici. Probabilmente legata alla taglia è anche una maggiore fecondità delle femmine rispetto alle specie più piccole: esse possono deporre infatti fino a 400-500 uova per volta anziché poche decine.

Boophis albilabris
Boophis albilabris

Con Boophis microtympanum (Boulenger, 1881) si torna alle usuali dimensioni dei Mantellidi (un paio di cm di i maschi, circa il doppio le femmine).
Questa specie montana abita i rilievi del centro-sud del Madagascar orientale, da 1400 a 2400 m di quota, dove le foreste si fanno più rade lasciando il posto a savane umide alberate e fitti cespugli di Ericacee. È pertanto meno legata alla vegetazione arborea della maggioranza delle altre specie della famiglia.

Mantella cowanii
Mantella cowanii

Sono “tropicali” ma non amano il caldo
Tutte queste ranocchie si possono allevare sia in coppie che in piccoli gruppi riproduttivi, di regola formati da 1-2 femmine e più maschi. Anche se piuttosto territoriali, questi ultimi non sono particolarmente aggressivi tra loro: in natura si richiamano e si affrontano soprattutto con la voce, a volte ingaggiano buffi combattimenti in “stile wrestling” senza gravi conseguenze.
In cattività non va però sottovalutata l’anomala aggressività imposta dallo spazio forzatamente ridotto, per cui è necessario osservarne attentamente il comportamento, separando i contendenti se è il caso. Per un gruppo di 5-6 individui occorre comunque un terrario cubico di almeno 50 cm per lato, oppure una teca di 80x40x50h cm, mentre per una coppia sono sufficienti 50x30x40h cm. Parliamo ovviamente di un acquaterrario umido subtropicale, con sezione acquatica profonda 4-5 cm (acqua possibilmente sempre smossa e mantenuta pulita da una pompetta-filtro caricata a zeoliti o carbone attivo) ed estesa per non oltre il 40% della superficie, arredato con bromelie e felci, muschi ed epatiche (come Vesicularia, Monoselenium e Pellia), oltre a piante come Anubias, Cryptocoryne, Spathiphyllum e Dracaena (molti apprezzati per arrampicarsi i trochetti contorti di quest’ultima, impropriamente chiamati “bambù”). Importante una buona aerazione sul coperchio e sulle pareti laterali, il ristagno d’aria all’interno dev’essere assolutamente evitato. Come illuminazione andrà bene un singolo neon UV-B 2.0. Fondamentali sono temperatura e umidità: per nutrirsi, crescere e riprodursi i Mantellidi richiedono una marcata escursione termica giorno/notte e una più modesta escursione stagionale estate/inverno. Nei mesi più caldi, la temperatura non deve mai superare i 27-28°C di giorno, e tassativamente scendere intorno a 17-20°C di notte: di conseguenza, il terrario va collocato in un locale condizionato o, come alternativa, in una cantina o una grotta molto fresca. D’inverno la temperatura diurna dovrebbe mantenersi sui 22-25°C, scendendo fino a 12-15°C di notte. L’umidità relativa sarà intorno al 60-70%, nei mesi freddi, per salire a 80-90% con l’estate. Per allevare con successo queste mini-rane è indispensabile disporre di cibo vivo, l’unico da esse accettate. Analisi dei contenuti stomacali hanno evidenziato una dieta in natura a base soprattutto di piccoli insetti, quali coleotteri ed eterotteri. In terrario si possono somministrare, anche tutti i giorni: drosofile, mini-grilli, mini-camole, onischi (“porcellini” delle case) ed enchitrei, da spolverare con un integratore di calcio e vitamine almeno un paio di volte alla settimana.

La maggior parte delle Mantella ama cibarsi di moscerini della frutta, scarafaggi, grilli, tarme del fagiolo e termiti. Tuttavia M. nigricans e M. cowani sembrano più specializzate nella loro alimentazione nutrendosi quasi esclusivamente di moscerini della frutta e grilli. Le termiti però rimangono uno dei loro cibi preferiti.

Nutrire abbondantemente e in modo variato le Mantella le rende sane e vivaci in terrario. E’ molto importante usare un buon integratore vitaminico da mescolare con il cibo.

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Una riproduzione davvero inusuale
La maturità sessuale viene raggiunta di regola entro il primo anno di vita. La femmina si avvicina al maschio prescelto che la segue, corteggiandola con movimenti circolari. La coppia raggiunge una cavità o comunque un rifugio ben protetto non lontano dall’acqua. La fecondazione è interna e avviene durante l’accoppiamento, dopo il quale il maschio di solito si allontana. Entro mezz’ora-un’ora al massimo, la femmina in genere inizia ad ovo deporre: in Mantella mediamente 20-60 uova del diametro 1-2 mm, biancastre; molto più numerose e colorate in Bophis. Le uova sono deposte a grappoli, spesso tra il muschio e, comunque, sempre fuori dall’acqua. Possono essere lasciate nel muschio umido fino alla schiusa, che avviene mediamente dopo 10-14 giorni: i girini, lunghi 5-6 mm, scivolano nell’acqua sottostante (la sezione acquatica del terracquario, oppure una bacinella posizionata appositamente, qualora il sito sia troppo lontano dall’acqua). Come nutrimento accettano mangime secco vegetale e alghe. Se ben nutriti, nel giro di 25-30 gg. sviluppano prima le zampine posteriori e poi quelle anteriori: a questo punto, è necessario abbassare gradualmente il livello dell’acqua riducendolo a pochi millimetri, infatti nel giro di un’altra settimana si completa la metamorfosi che vede il girino trasformarsi in una mini-ranocchia di 5-10 mm, il cui primo nutrimento sarà costituito da afidi, collemboli e mini-drosofile. Al termine del primo mese dopo la metamorfosi cominciano ad apparire i fantastici colori dell’adulto.

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Mantella viridis
Mantella viridis
Mantella madagascariensis
Mantella madagascariensis

MORPH DI MANTELLA

Mantella aurantiaca

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Frank Vassen Flickr

Mantella baroni

Frog Blog Manchester (c) George Sayer
Frog Blog Manchester (c) George Sayer

Mantella bernhardi

Amphibiancare.com
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Mantella betsileo

Cites.org
Cites.org

Mantella cowani

Dendroworld
Dendroworld

Mantella crocea

ICUN RedList
ICUN RedList
Un gruppo di M. crocea a caccia di insetti nel terrario.
Un gruppo di M. crocea a caccia di insetti nel terrario.

Mantella ebenaui

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Mantella expectata

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forma giovanile di M. expectata in cattività – fotoPatch Of Dirt

Mantella haraldmeieri

Arkive.org
Arkive.org

Mantella laevigata

Rob Schell Photography
Rob Schell Photography

Mantella madagascariensis

Painted Mantella Frog (Mantella madagascariensis). Andasibe-Mantadia National Park, eastern Madagascar.
Painted Mantella Frog (Mantella madagascariensis). Andasibe-Mantadia National Park, eastern Madagascar. NickGarbutt.com

Mantella manery

cegalerba
cegalerba

Mantella milotympanum

Understory Enterprises
Understory Enterprises

Mantella nigricans

Amphibiancare.com
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M.nigricans con una macchia blu sulla coscia.
M.nigricans con una macchia blu sulla coscia.

Mantella pulchra

Wikimedia Commons
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Mantella viridis

Wikimedia Commons
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