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Allevamento Drosophila melanogaster e D.hydei

Come allevare le Drosophila D.melanogaster – D.hydei)

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Le specie verso cui ci rivolgeremo saranno Drosophila melanogaster e D. hydei.
La prima, la più famosa, è di piccolissime dimensioni, intorno ai 2 millimetri, ed è anche la più veloce nella crescita. Infatti dalla schiusa delle uova alla morte dell’esemplare adulto passeranno circa 15 giorni.
La seconda invece è più grandicella, intorno ai 3 millimetri, e avrà un ciclo di vita piu lungo, di circa 3 settimane.

Questi moscerini si nutrono tipicamente di frutta zuccherina o altre sostanze organiche in fermentazione, e nello stesso “cibo” depongono le loro numerose uova. La schiusa avviene un giorno dopo la deposizione e le larve iniziano subito a nutrirsi, crescono per alcuni giorni e poi si impupano. Altri 4 o 5 giorni e dalla crisalide uscirà un adulto pronto ad accoppiarsi e riprodursi a sua volta.

Entrambe sono ottime quindi come insetto da pasto, considerando anche l’enorme percentuale proteica (70,1% in peso), e sarà facilissimo allevarle.
Più che altro sarà necessario ottimizzare al massimo l’allevamento per riuscire a gestire bene “nuvole” di moscerini frenetici.
Ci aiuterà in primis avere a disposizione una colonia di Drosophila selezionate e quindi o non volanti o addirittura attere piuttosto che esemplari catturati in natura. Queste varietà sono comunissime tra gli allevatori di anfibi, rettili o pesci che potranno vendervi una colonia avviata a 2-3€, oppure potrete facilmente trovarle on line a prezzi piu alti.

Ma vediamo come fare una volta in possesso di una colonia avviata, o colonia start.

Una volta recuperate, gli adulti della nostra colonia starter dovranno innanzitutto deporre le loro uova su un pabulum che possa ricordare un frutto maturo. Tale substrato dovrà avere una consistenza tale da non far annegare i moscerini e dovrà avere sostanze nutritive tali da far crescere velocemente le larve e renderle ben nutrienti. Sul web ci sono centinaia di ricette consigliate per ottenere un valido pabulum, e decine di tecniche differenti ognuna con le sue peculiarità. Stabilire quale sia la migliore non è certo facile e quindi riporterò una delle ricette migliori che ho provato, nonché la più semplice da realizzare.

Partiamo. Cosa ci serve:

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 Una colonia start con esemplari adulti.
 Una ciotola capiente, coltello e cucchiaio.
– Bicchieri di plastica trasparente, da 500ml o 600ml (quelli usati di solito nelle feste per la birra oppure per le granite)
 Rafia da imballaggi, preferibilmente sintetica. Avrà il compito di permettere alle Drosophila di camminare e posarsi in tutto il volume del barattolo, e servirà alle larve per uscire dal pabulum e impuparsi.
 Fogli quadrati di carta scottex
 Elastici della dimensione giusta
 Una bilancia per pesare gli ingredienti

Ingredienti pabulum

– Una busta di purè in fiocchi da circa 75-80 grammi. Andrà bene ovviamente anche quello di marche da discount.
– 1 bustina di lievito liofilizzato da 7g. In pratica è quello marroncino chiaro, venduto dalla “Paneangeli” con il nome di “Mastro Fornaio” in bustine argentate, per preparare pane e pizza. Attenzione perché non è quello bianco per i dolci comunemente detto “vanigliato”!!!
– 20-25g di fruttosio granulare. Lo si trova in tutti i supermercati e al limite può essere sostituito da semplice zucchero granulare.
– 0,3 g nipagina. Questa oscura sostanza è un conservante alimentare che si può trovare nelle farmacie o nei laboratori galenici. Serve a non far marcire il substrato e quindi ad evitare cattivi odori e la proliferazione di organismi come gli acari. Venduta a peso ( e dall’elevato costo: ~240€/kg) ce ne sono di due tipologie: una detta comunemente “all’acqua” e scientificamente “metile paraossibenzoato sodico” che è la più indicata (anche se piu difficile da trovare) in quanto solubile in acqua ed una invece solubile solo in alcool, il “metile paraossibenzoato”. Nonostante il prezzo, dovendone usare pochissima, qualche decina di grammi potrebbero bastare per tutta la vita. :unsure:
– 5ml Alcool o grappa
– 300g d’acqua tiepida ogni 100g di polvere (ad es. 75g purè + 25g fruttosio)

Sostanze accessorie

Per rendere piu ricco il pabulum, e avere Drosophila piu nutrienti, si potranno aggiungere altre sostanze. Visto l’utilizzo che ne facciamo non credo sia necessario, tanto che io non aggiungo altro, ma nel caso vogliate farlo ecco cosa si può aggiungere.
– Multivitaminico in polvere per rettili o in pastiglie da discount, da sciogliere nell’acqua prima di unire gli ingredienti.
– Spirulina o polline liofilizzato da sciogliere nell’acqua tiepida.
– Frutta fresca frullata, da pesare come fosse acqua. Se andiamo quindi ad unire 100g di banana frullata occorrerà aggiungere solo 200g d’acqua.

Se fino a qui è stato tutto facile, ora sarà semplicissimo. Ecco i passi fondamentali:

A) Con la bilancia a portata di mano mettete nella ciotola i 75/80g di purè e i 20-25g di fruttosio.

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B ) Prendete i 300g d’acqua tiepida e scioglietevi la bustina di lievito da 7 grammi, mescolando molto bene.
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C) Prendete la nipagina, una punta di coltello, e scioglietela in 5ml d’alcool o grappa. (se siete riusciti a recuperare la nipagina all’acqua, saltate questo passaggio e il passaggio E). Aggiungetela semplicemente all’acqua tiepida del punto precedente.)

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D) Versate l’acqua tiepida con il lievito nella ciotola, iniziando a mescolare il composto. Il purè inizierà ad assorbire il liquido e diventerà mano a mano più denso. Essendo l’assorbimento dipendente dalla marca di purè, conviene tenere a portata di mano un altro po’ d’acqua tiepida da aggiungere se il composto risultasse troppo duro e farinoso.

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E) Aggiungere i 5ml d’alcool o grappa con la nipagina sciolta e continuare a mescolare per distribuirla su tutto il composto.

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Ecco fatto, tutto pronto.

Il pabulum dovrà avere una consistenza morbida ma non liquida, come il purè che di solito si porta in tavola. L’attività digestiva delle larve lo renderà mano a mano piu liquido e quindi, se lo si fa sin dal principio poco denso, si avrà come risultato una colonia annegata nel pabulum. Non ci resta che andare ad assemblare i barattoli per le nuove colonie.

1) Disponete sul fondo di ogni bicchiere 3-4 cm di pabulum.

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2) Aggiungete un ciuffo di rafia e abbiate l’accortezza di incalzarla bene nel pabulum.

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3) Dopo aver messo al fresco qualche minuto la vecchia colonia di Drosophila, per rallentarne la frenesia, e predisposti fogli di scottex ed elastici, procedete al trasferimento di esemplari in ogni nuova colonia. Qualche moscerino riuscirà a disperdersi, ma non è certo un problema…

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4) Chiudete i barattoli con 2 fogli di scottex e un elastico ognuno. Ed ecco che con le dosi sopra riportate si ottengono 4 nuove colonie!

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Queste nuove colonie tenute a temperature di 20-25 gradi Celsius produrranno esemplari adulti nel giro di 7-10giorni. Dopo 4-5 giorni si vedranno gia le larve mangiare nel pabulum per poi uscirne e impuparsi. A mano a mano che la colonia andrà maturando, il pabulum diminuirà e le pareti del barattolo, come la rafia, si ricopriranno di crisalidi ed escrementi. Dopo una ventina di giorni quindi sarà consigliabile fare nuovi barattoli, con le stesse modalità viste, per avere colonie sempre fresche e poco affollate. Ci tengo a far notare che una colonia cosi fatta produrrà migliaia di Drosophila. Non esagetare quindi nel fondare colonie, perche il rischio è quelli di non saper cosa farne.

N.B. Le colonie non avranno bisogno di alcuna manutenzione. Unico avvertimento riguarda i torridi caldi estivi. Se il pabulum si secca troppo le larve non riescono a muovercisi dentro, quindi se vedete che il substrato alimentare risulta duro e percorso da crepe, aggiungete qualche goccia d’acqua direttamente o bagnando lo scottex. Il consiglio è comunque quello di tenere le colonie nel range sopra indicato di temperature in modo da non avere problemi del genere. Stessa accortezza serve per l’allevamento di D.hydei: questa ha infatti tempi di sviluppo piu lenti e può capitare che tra la fondazione della colonia e la nascita delle larve il pabulum si secchi troppo solidificandosi. Si può anche qui aggiungere qualche cc d’acqua oppure prevenire il problema facendo un pabulum piu liquido sin dal principio.

N.B.2 Uno dei momenti più difficili per chi non è abituato a gestirle è il momento in cui si procede al prelievo delle Drosophila dai bicchieri di allevamento, sia per trasferirle i nuove colonie, sia per somministrarle ai predatori. Per non trovarsi improvvisamente senza foglio di scottex, colonia aperta e con i moscerini lungo tutte le braccia sarà agevole utilizzare un piccolo accorgimento che ho accennato poco sopra. Invece che chiudere il bicchiere con 1 solo foglio, bisognerà usarne 2, ognuno trattenuto da un elastico. Nel foglio inferiore praticheremo con le forbici un foro da cui far uscire le drosofile durante il prelievo. Il foglio superiore invece farà da tappo “apri e chiudi” e ci eviterà invasioni involontarie.

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in collaborazione con: www.forum.aracnofilia.org