Acquario biotopo: le Guyanas

guyanas_mapLe Guyanas sudamericane rappresentano un ecosistema tropicale a sé, vicino ma in realtà ben distinto rispetto al più noto e celebrato ecosistema amazzonico. Pochi sanno che queste vaste ma pressoché disabitate regioni vantano la maggior biodiversità di ittiofauna d’acqua dolce, superiore a quella della stessa Amazzonia.
Per molti anni il nome “Guyana” (o Guiana) ha evocato più di ogni altro i territori coloniali delle grandi potenze occidentali in Sud America, sfruttati per le ricchezze della loro natura o utilizzati come sede di terribili “bagni penali a cielo aperto”, così efficacemente descritti dal celebre “Papillon” che scrisse l’omonimo libro di memorie sulla sua lunga detenzione nella famigerata “Cayenna”. Oggi Cayenne è il capoluogo dell’unico possedimento d’oltremare francese rimasto nel nord-est del continente sudamericano (Guyane), nonché dell’ultima colonia delle tre un tempo note appunto come “Guianas”: le altre due, già possedimenti britannico e olandese, si sono rese indipendenti e hanno assunto il nome rispettivamente di Guyana (capitale Georgetown) e Suriname (capitale Paramaribo). I confini politici, si sa, non coincidono quasi mai con quelli faunistici e naturalistici in generale, sicchè per gli acquariofili le Guianas rappresentano un’unica, affascinante regione cui ispirarsi per bellissimi e inusuali acquari-biotopo.

Più interessanti e spesso coincidenti con quelli politici sono piuttosto i confini idrografici: sono proprio alcuni importanti e poco conosciuti bacini fluviali a rendere così peculiare l’ittiofauna delle Guianas rispetto a quelle amazzonica, pur adiacente.
Ciò vale in particolare per le acque dolci della Guyana francese e del Suriname, i cui bacini principali (Rio Maroni, Itany, Oiapoque e Oyapok, Suriname, Corantijn, ecc.) erano forse collegati in un lontano passato a quello amazzonico, ma che almeno dalla fine del Terziario (circa due milioni di anni fa) sono da quest’ultimo pressochè del tutto isolati. Al contrario, la ex Guyana britannica (la più settentrionale delle tre) mantiene tutt’ora una comunicazione idrologica con l’Amazzonia, paragonabile a quella esistente tra lo stesso Rio delle Amazzoni e l’Orinoco attraverso il “Brazo Casiquiare” (un canale naturale che scorre in direzione sud unendosi al fiume Guainìa per formare il Rio Negro, collegando così il bacino dell’Orinoco con quello Amazzonico). Il suo principale bacino fluviale è l’Esequibo, lungo un migliaio di km, in maggioranza costituiti da rapide e cascate. A circa metà del suo corso riceve l’apporto del suo affluente più importante, il Rupununi, caratterizzato sia da “acque bianche” che da “acque chiare”; il Rupununi scorre in una vasta piana di savane che si estende su buona parte del sud-est della Guyana, sino al confine con il Brasile: durante la stagione delle piogge, per effetto delle copiose precipitazioni, i fiumi tracimano e la savana diviene uno sconfinato acquitrino, consentendo alle acque del Rupununi di mescolarsi con quelle del Rio Takutu, un fiume che scorre lungo il confine brasiliano e che a sua volta, durante la stagione piovosa, è in comunicazione con l’adiacente Rio Branco, affluente del versante nord del Rio Negro, nel quale confluisce tra Barcelos e Manaus. La cosiddetta “Porta del Rupununi”, dunque, permette per breve tempo non solo la mescolanza di acque molto diverse (le “bianche” del Rio Branco con le “chiare” del Rupununi, a loro volta convogliate nelle “scure” del Rio Negro), ma anche di pesci appartenenti a bacini idrografici separati per il resto dell’anno.


Questi pur limitati scambi con l’ittiofauna amazzonica non nuocciono certo alla biodiversità di quella guaianense arricchendola anzi ulteriormente di veri e propri “classici” dell’acquariofilia, come lo Scalare, il “neon rosa” e diversi “pesci matita”. Ad essi si aggiungono i numerosi endemismi delle Guianas, generi e specie cioè esclusivi di queste regioni, purtroppo in maggioranza quasi sconosciuti nel nostro hobby (ad eccezione del ben noto Ancistrus temminckii), come i Ciclidi Aequidens potaroensis e Guainacara oelemariensis o il Loricaride Lithoxus surinamensis. Pochi sanno che le Guianas vantano, complessivamente la più ricca biodiversità dell’ittiofauna d’acqua dolce, superiore a quella di qualunque altro Paese sudamericano e, più in generale, di quella della assai più celebrata Amazzonia. Ciò è tanto più sorprendente se si pensa alla relativa esiguità di questi territori, che complessivamente occupano una superficie pari a una volta e mezza quella dell’Italia ma che, a sua volta, equivale a meno di un terzo di quella del solo stato brasiliano dell’Amazonas!
Una biodiversità come al solito minacciata pericolosamente dagli interventi umani, a cominciare dalla costruzione di dighe e sbarramenti, fino all’introduzione più o meno accidentale e scriteriata di specie alloctone, cioè estranee a questi ecosistemi: basti pensare che oggi nelle acque del Suriname o della ex British Guyana si possono pescare tilapie africane (Oreochromis mossambicus, O. niloticus, Sarotherodon melanotheron), introdotte negli anni Cinquanta per acquacoltura alimentare, il pacu gigante (Colossoma macropomum) e perfino pesci “nostrani” come la carpa, la carpa erbivora e la trota iridea, per la gioia dei pescatori sportivi locali ma non certo delle comunità ittiche autoctone, seriamente danneggiate da queste insensate introduzioni.
Ad essere onesti, non vanno poi dimenticati alcuni pesci da acquario amazzonici che, pur non facendo originariamente parte dell’ittiofauna guaianense, risultano oggi stabilmente acclimatati in diversi biotopi, probabilmente fuggiti da allevatori/esportatori improvvisati o magari “liberati” da incauti acquariofili locali: citiamo fra gli altri il Discus (Symphysodon aequifasciatus) e il cardinale (Paracheirodon axelrodi), mentre lo Scalare comune (Pterophyllum scalare) sembra sia stato introdotto in alcune località del Suriname ma è sicuramente autoctono nel Kaboeri Creek, un piccolo affluente del Corantijn.

TANTE IDEE PER UN ACQUARIO “DOC”
Ho volutamente ignorato tutti questi “intrusi” nella lista dell’ittiofauna delle Guianas di interesse acquaristico, in quanto un acquario che si ispiri ad una regione o a un bacino idrografico in particolare (per non parlare di un biotopo specifico) dovrebbe ospitare solo fauna e flora autoctone, o comunque considerabili oramai tali perché acclimatatevi da secoli o da centinaia di generazioni. Scorrendo la lista si vedrà che – acquaristicamente parlando – le famiglie più significative rappresentate sono anche le più classiche dell’ittiofauna sudamericana: Caracidi e Ciclidi, ma anche Loricaridi, Callitidi, Lebiasnidi, Serrasalmidi…insomma per l’acquariofilo c’è solo l’imbarazzo della scelta per allestire un acquario “Guayana”.


Ittiofauna delle Guianas di interesse acquaristico (escluse le specie introdotte e non autoctone)

Acestrorhynchidae (Acestrorhynchus falcatus)
Achiridae (Achirus achirus)
Anablepidae (Anableps anableps, A. microlepis)
Anostomidae (Abramites hypselonotus, Anostomus anostomus, A. ternetzi, Leporinus arcus, L. fasciatus, L. friderici, L. maculatus)
Apteronotidae (Apteronotus albifrons, A. leptorhynchus)
Aspredinidae (Bunocephalus coracoideus)
Belonidae (Potamorrhaphis guianensis)
Callichthyidae (Callichthys callichthys, Corydoras aeneus, C. bicolor, C. blochi, C. bondi, C. brevirostris, C. melanistius, C. nanus, C. punctatus, C. sanchesi, C. trilineatus, Hoplosternum littorale, Megalechis thoracata)
Characidae (Aphyocharax alburnus, A. erythrurus, Astyanax bimaculatus, Brachychalcinus orbicularis, Bryconops affinis, Chalceus macrolepidotus, Charax gibbosus, Ctenobrycon spilurus, Exodon paradoxus, Gymnocorymbus thayeri, Hemigrammus bellottii, H. erythrozonus, H. ocellifer, H. rodwayi, H. unilineatus, Hyphessobrycon bentosi, H. copelandi, H. eos, H. minor, H. rosaceus, H. roseus, Iguanodectes spilurus, Moenkhausia dichroura, M. oligolepis, Piabucus dentatus, Pristella maxillaris, Roeboides affinis, Triportheus rotundatus)

Hemigrammus ocellifer
Carnegiella strigata
Metynnis argenteus

Chilodontidae (Chilodus punctatus)
Cichlidae (Acarichthys heckelii, Aequidens tetramerus, Apistogramma ortmanni, A. steindachneri, Biotodoma cupido, Cichla ocellaris, Cichlasoma bimaculatum, Cleithracara maronii, Crenicichla albopunctatus, C. lugubris, C. reticulate, C. saxatilis, C. strigata, Geophagus surinamensis, Guianacara geayi, Heros severus, Nannacara anomala, Pterophyllum leopoldi, P. scalare, Satanoperca leucosticta, Uaru amphiacanthoides)
Crenuchidae (Characidium zebra, Crenuchus spilurus)
Doradidae (Acanthodoras cataphractus, A. spinosissimus, Oxydoras niger, Platydoras costatus, P. hancockii)
Eleotridae (Dormitator maculatus)
Gasteropelecidae (Carnegiella strigata, Gasteropelecus sternicla)
Gobiidae (Awaous flavus, Gobioides broussonnetii)
Hemiodontidae (Hemiodus unimaculatus)
Lebiasnidi (Copella arnoldi, C. nattereri, Nannostomus beckfordi, N. eques, N. harrisoni, N. marginatus, N. trifasciatus, N. unifasciatus, Pyrrhulina filamentosa)
Loricariidae (Ancistrus hoplogenys, A. temminckii, Farlowella acus, F. nattereri, F. reticolata, Hypostomus plecostomus, Lithoxus lithoides, Otocinclus mariae, Parotocinclus britskii, Peckoltia sabaji, Pseudacanthicus leopardus, Pterygoplichthys multiradiatus, Rineloricaria fallax, R. lanceolata)
Osteoglossidae (Osteoglossum bicirrhosum)
Pimelodidae (Hemisorubim platyrhynchus, Microglanis poecilus, Phractocephalus hemioliopterus, Pimelodus blochii, P. ornatus, Pseudoplatystoma fasciatum, P. tigrinum, Sorubim lima)
Poeciliidae (Poecilia reticulata)
Polycentridae (Monocirrhus polyacanthus, Polycentrus schomburgkii)
Potamotrygonidae (Potamotrygon orbignyi)
Prochilodontidae (Semaprochilodus insignis)
Rivulidae (Anablepsoides amphoreus, Rivulus agilae, R. igneus)
Serrasalmidae (Metynnis argenteus, M. hypsauchen, M. luna, Myleus schomburgkii, M. ternetzi, Myloplus rubripinnis, Mylossoma aureum, Pygocentrus nattereri, Pygopristis denticulata, Serrasalmus eigenmanni, S. rhombeus)
Synbranchidae (Synbranchus marmoratus)
Syngnathidae (Microphis brachyurus)
Sternopygidae (Eigenmannia virescens)
Tetraodontidae (Colomesus psittacus)

Piante delle Guianas di interesse acquaristico


Acanthaceae (Hygrophila guaianensis)

Alismataceae (Echinodorus berteroi, E. grisebachii, E. macrophyllus, E. paniculatus, E. tenellus)
Apiaceae (Hydrocotyle leucocephala)
Araceae (Pistia stratiotes)
Cabombaceae (Cabomba aquatica, C. furcata)

ToninaEriocaulaceae (Tonina fluviatilis)

Hydrocharitaceae (Limnobium laevigatum)
Limnocharitaceae (Hydrocleys nymphoides)
Mayacaceae (Mayaca fluviatilis)
Menyanthaceae (Nymphoides indica)
Najadaceae (Najas guadalupensis)
Nymphaeaceae (Nymphaea rudgeana)
Onagraceae (Ludwigia helminthorrhiza, L. inclinata, L. sedoides)


Pontederiaceae (Eichhornia azurea, E. crassipes)

Pteridaceae (Ceratopteris thalictroides)
Salviniaceae (Salvinia auriculata)
Scrophulariaceae (Bacopa reflexa)

Precedente ACQUARIO BIOTOPO: IL PANTANAL Successivo OOPHAGA VICENTEII